Ancora manca un po' ma sarebbe utile
monitorare la seconda fase della nuova ondata di maltempo che
interesserà l'Italia a partire da martedì. In tal frangente a rischio fenomeni precipitativi intensi, persistenti ed abbondanti
sarebbero le estreme regioni meridionali.
Guardiamo due mappe. La prima è
relativa all'andamento del vento in alta quota previsto per il 5
Novembre. Si nota un forte vento sul lato discendente la saccatura
che sprofonda verso il cuore del Continente Africano. Aria fredda di
conseguenza raggiunge il deserto del Sahara. In tal frangente il rischio per fenomeni prefrontali è alto per Sicilia e Calabria ionica, esposte ai venti di Scirocco umidi ed instabili.
La seconda mappa, sempre relativa al
vento in quota, si riferisce invece al 7 Novembre. Questa volta il
massimo di vento si trova nel lato ascendente la saccatura. Si tratta
di un ramo del Getto sub tropicale che viene stuzzicato a risalire. Secondo Capaldo, Conte,
Todisco e Finizio, i primi ad occuparsi del fenomeno, l'interazione
tra due diversi massimi di vento in quota può determinare un rapido
approfondimento del vortice africano in cui i flussi di calore sono
un ulteriore contributo energetico.
Il vortice sub tropicale una volta
formatosi sul Golfo di Gabes richiamerebbe aria molto umida che
investirebbe le nostre estreme regioni meridionali, in particolare la
Sicilia orientale e la Calabria Ionica.
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