Uno studio recente condotto dalla NASA ci mostra per la prima volta come l'aumento della concentrazione del biossido di carbonio (CO2) potrebbe modificare la distribuzione delle piogge nel mondo.
I modelli di simulazione tengono in considerazione un periodo di 140 anni, ovvero da quando la concentrazione era ai livelli pre-industrali (280 ppm) con un incremento di 1% all'anno.
Il risultato è ecclatante: il riscaldamento prodotto dall'aumento della CO" cambierà la frequenza e l'intensità delle piogge in modo tale che le zone che non ricevono piogge o ne ricevono in modo abbondante aumenteranno, mentre le aree che ricevono piogge moderate sono destinate a diminuire.
Per cui zone come il Pacifico equatoriale e quelle del monsono asiatico in futuro potrebbero sperimentare un incremento delle piogge intense, mentre le aree che ricevono piogge deboli o moderate potrebbero diventare sempre più secche. In questo modo la quantità di pioggia totale che cade sul Pianeta non dovrebbe cambiare di molto.
Inoltre il modello prospetta un incremento del 2,6% nella durata dei periodi senza precipitazione per ogni grado di riscaldamento. Nell'emisfero boreale le aree che maggiormente saranno interessate dai cambiamenti sono quelle desertiche del SudOvest degli Stati Uniti, Messico, Nord Africa, Medio Oriente, Pakistan e Cina nordoccidentale.
Ecco il video che ci mostra la simulazione delle variazioni per quanto riguarda i mesi estivi (fonte NASA)
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