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Neve Toscana: analisi dell'ondata di freddo

Pubblicato da
in data
18/02/2012 - 11:24
2 min. di lettura
Livello - Per tutti
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Quanta neve è caduta in Toscana? - L'ondata di freddo che si è appena conclusa verrà ricordata sicuramente per le abbondanti nevicate che hanno coinvolto buona parte della Penisola, tuttavia in Toscana la neve non ha lasciato il segno ovunque e in molte zone gli accumuli sono stati minimi o addirittura nulli. A fine evento le nevicate maggiori si sono avute sull'Appennino, in particolare tra Mugello, Valtiberina, Casentino e sul Monte Amiata, dove si sono misurati mediamente 100-200 cm di neve fresca. Nevicate abbondanti anche nelle province meridionali: circa 30-40 cm a Siena, 20-30 ad Arezzo e 5-10 a Grosseto. Storica nevicata anche a Livorno, dove sono caduti circa 20 cm nella notte tra il 31 e l'1 febbraio, e sull'Arcipelago, con fiocchi anche all'Isola del Giglio e sul litorale. Sulle province centro settentrionali invece solo pochi cm o addirittura niente: Firenze, Pisa e Massa non hanno praticamente mai visto nevicare( se non pochi fiocchi).
La neve in Toscana e le irruzioni artiche continentali - Come possono essere giustificati questi dati? In parole povere, quando correnti molto fredde vengono dalla Russia o dai Balcani, le perturbazioni tendono spesso ad approfondirsi sul Basso Tirreno o Adriatico, mentre sulla Toscana si attiva un intenso flusso di correnti di grecale, con l'Appennino che fa da scudo rispetto alle correnti più umidi ed instabili in arrivo. Ecco che l'Appennino ed in particolare i versanti emiliani, grazie al sollevamento forzato dell'aria umida, riescono ad avere nevicate persistenti e accumuli anche eccezionali. Le province centro-meridionali, più vicine alle aree perturbate, rientrano comunque nei giochi nevosi, grazie anche alla presenza delle Colline Metallifere e del Monte Amiata, mentre le zone di Pisa, Lucca, Firenze, Prato e Pistoia vedono prevalentemente nuvole improduttive in termini di precipitazioni.
Uno sguardo alle temperature - Anche sul fronte temperature, contrariamente a quanto è accaduto al Nord, non si sono registrati valori particolarmente bassi, specialmente nei valori minimi. Ancora una volta il “colpevole” è stato il vento che per due settimane ha praticamente soffiato senza sosta e con forza, impedendo all'aria fredda di depositarsi nei bassi strati. Allo stesso tempo, la persistente copertura nuvolosa ha impedito al suolo di raffreddarsi per mezzo dell'irraggiamento notturno. Ciononostante, una buona parte della regione ha vissuto più giornate di ghiaccio consecutive, con la colonnina di mercurio che non ha mai oltrepassato gli 0°C anche nelle ore...più calde. A testimonianza di questo, la superficie dell'Arno e di altri fiumi minori si è completamente ghiacciata in alcuni tratti, evento che non si verificava dal lontano 1985.
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