Introduzione. Primo sguardo alla prossima stagione invernale che secondo il nostro punto di vista sarà ancora condizionata nella prima parte da un pattern cicrcolatorio già visto negli ultimi mesi e che comporta un maggior spanciamento dell'alta pressione verso i settori meridionali del Vecchio Continente. La seconda parte invece con maggiori probabilità per avvezioni fredde di natura artica o continentale. Chi ci ha potuto seguire in questi ultimi mesi avrà avuto modo di leggere come l'inverno prossimo possa essere teoricamente diverso rispetto lo scorso anno, per cui maggiormente dinamico e con buone possibilità per una NAO/AO negativa o al massimo neutra. La tendenza, che è una previsione sperimentale, va interpretata come un possibile scenario del pattern dominante in Europa, non come una previsione del tempo che è un altro capitolo della meteorologia.
Outlook Inverno 2012-13
Fase iniziale: un punto su cui ci siamo soffermati a lungo durante questa estate è se il minimo dei ghiacci artici e la copertura nevosa in zona euroa asiatica potessero avere ripercussioni anche in inverno. Si ipotizza come almeno nella fase iniziale, diciamo sino a metà dicembre, questo possa essere probabile, con la circolazione atmosferica soggetta a mostrarci un pattern già visto negli ultimi tempi (EA+/NAO-). La disposizione delle anomalie positive oceaniche sul nord Atlantico enfatizzerebbe questa situazione persistente, proponendo con maggiore facilità la fascia anticiclonica a distendersi verso i settori meridionali europei e coinvolgendo in particolare il Centro Sud dell'Italia. Le improvvise pulsazioni dinamiche in Atlantico avrebbero carattere temporaneo, proponendo episodi freddi di estrazione artica con target i settori occidentali europei e parziale interessamento del Nord Italia con ritorno umido da Sud Ovest, con rapida chiusura dell'anticiclone ed isolamenti di cut-off. Sull'Italia si attendono temperature tutto sommato nelle medie, superiori al Sud e sulle Tirreniche. Piovosità inferiore soprattutto al Sud e sulle Isole, nella media altrove; piovosità maggiore solo su Alpi e prealpi.
Prima fase: si ipotizza nella prima metà dicembre un vortice polare più disturbato per via di una ripresa dell'onda convettiva tropicale e dell'aumento del gradiente termico polo-equatore. Ciò avrebbe, come effetto a catena, una 'attenuazione dell'anomalia calda sul Nord Atlantico, per cui maggiori propensioni del jet stream ad oscillazioni. I blocchi atlantici risulterebbero più frequenti e risonanti rispetto alla prima parte. Il core freddo tra Scandinavia e Mitteleuropa con discese gelide verso Italia e Balcani.
Seconda fase: QBO negativa e flusso solare inducono pensare come possibili sino gli episodi di stratwarming. Risultato: accentuazione dell'antizonalità, genesi anticiclone russo scandinavo e avvezioni polari continentali con target Francia, Spagna ed Italia specie centro settentrionale con neve a bassa quota. Vi rimando comunque a Novembre per avere un quadro migliore di quanto esposto qui...
Analisi teleconnettiva
Predittori
QBO NEGATIVA
AMO POS
SOLE MINIMO IN RISALITA
ENSO LA NADA/POS IN 3.4
PDO NEGATIVA
Descrittori
NAO ESTIVA NEG
MEI POS
VULCANI NO
Incertezze
GHIACCI ARTICI
SNOW COVER
INTERAZIONE STRATO/TROPOS
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