Grazie al progetto di Alpistan, l'associazione impegnata a diffondere i valori della montagna nelle aree povere del mondo, è nata la prima stazione sciistica sulle montagne afghane, in una zona in cui nessuno prima d'ora aveva mai visto un paio di sci; questo nonostante la morfologia afgana ben si presti all'attività sciistica essendo a prevalente carattere montuoso, con l'80% del suolo compreso tra un'altitudine di 600m e 3000m.
Gli alpinisti Alessandro Gogna e Ferdinando Rollando hanno documentato il loro lavoro con il cortometraggio di Enrico Montrosset, ''RE:Afghanistan''. Nel video, Rollando racconta il suo viaggio di tre mesi nella valle Bamiyan, durante il quale ha insegnato ai ragazzi afghani a sciare ed a diventare istruttori.
''L'obiettivo - ha spiegato Alessandro Gogna - e' quello di promuovere lo sport ed il turismo in un Paese che da troppi anni conosce solo guerra e povertà''. Per sostenere questo progetto e' partito anche l'Alpistan Avalanche Mission, un programma di prevenzione delle valanghe nato dalla collaborazione con il governo afghano, il quale ogni anno registra almeno 300 morti proprio a causa delle valanghe. Dopo due anni dall'inizio di questo esperimento, alcuni giovani del posto sono diventati istruttori ed hanno già' accompagnato molti turisti provenienti da Kabul e alcuni dall'Europa e dall'Australia.
L’anno scorso un piccolo team composto da impiegati del quotidiano Swiss Neue Zürcher Zeitung e da sciatori locali hanno deciso di fondare il Bamiyan Ski Club e di lanciare il primo Afghan Ski Challenge, gara di ski Touring nella splendida e remota regione di Bamiyan. Senza cellulari funzionanti, con una modestissima assistenza medica ed accontentandosi di pernottamenti di fortuna.
E' certamente un evento particolare, ben poco assimilabile a una manifestazione sportiva tout-court. L’Afghan Ski Challenge vuole innanzitutto essere un’occasione per portare la gioia dello sci in un’area del mondo da decenni colpita da una guerra terribilmente cruenta.
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