STRAGE DI PESCI IN ADRIATICO PER IL FREDDO - L'ondata di freddo dello scorso Febbraio è stata deleteria sul fronte della fauna ittica in Adriatico: nella prima metà di quel mese ci fu una moria generalizzata di canocchie, seppie, scofani, mormore e sogliole, una vera e propria strage di pesci! A denunciarlo furono i pescatori di Chioggia (VE), mentre ora i ricercatori dell'ISPRA hanno spiegato le motivazioni effettive che hanno portato a tale fenomeno. La causa principale va attribuita alle temperature particolarmente basse dell'acqua registrate in quel periodo, comprese tra 3 e 5°C su tutta la colonna d'acqua. Al fenomeno hanno inoltre contribuito le raffiche di Bora fino a 170km/h, quasi sempre presente per oltre due settimane, oltre che alla scarsa portata dei fiumi nord adriatici. La siccità ha indirettamente contribuito ad abbassare la temperatura dell'acqua marina, in quanto la salinità è rimasta particolarmente elevata, portando l'acqua ad essere estremamente densa e fredda.
ANCHE NELL'INVERNO 2002 E 1929 - Anche in passato ci fu un simile fenomeno, ma bisogna risalire ad almeno 10 anni fa, quando tra Gennaio e Febbraio 2002 si osservarono temperature in mare di circa 4°C, a seguito della lunga fase fredda e secca iniziata dopo il Blizzard di Santa Lucia (13 Dicembre 2001). Tuttavia per ritrovare un fenomeno di entità pari a questo del 2012 bisogna andare ulteriormente indietro nel tempo, fino al 1929, quando furono osservate estese morie di seppie sul medio-alto Adriatico dopo il gelido Febbraio di quell'anno.
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