PDF

RSS

Stratwarming: split del vortice polare?

ultima ora | 12 gennaio 2012 ore 07:41 | a cura di

Riscaldamento stratosferico Riscaldamento stratosferico

Durante una normale stagione invernale nell'emisfero nord si verificano eventi di riscaldamento in sede stratosferica. Meno frequenti sono quelli "Major". La causa improvvisa di questo riscaldamento non è nota del tutto. Scegliendo la  "soluzione troposferica", per cause dinamiche o termiche si possono creare in troposfera onde di Rossby che oltre a divenire stazionarie possono essere risonanti (numero d'onda 1 o 2). Queste onde “viaggiano” verso l'alto, raggiungono la stratosfera e si dissipano, producendo il riscaldamento e la decelerazione del flusso medio. Per capire il meccanismo bisognerebbe ben comprendere il ciclo energetico di Lorenz sull'instabilità baroclina e quali siano le dinamiche di tale ciclo in stratosfera...

Dal momento che la differenza di temperatura si inverte, il vortice polare può essere in un certo senso distrutto con la creazione un anticiclone polare; lobi del vortice polare, colmi di aria freddissima raggiungono a questo punto le latitudini più basse portando ondate di gelo. Ma affinchè le dinamiche troposferiche risentano del riscaldamento occorre un tempo caratteristico di una decina di giorni circa...

Dopo il periodo di ibernamento della stratosfera (soglia NAM superata il 25 di Novembre scorso) e terminato il periodo di precondizionamento, assistiamo alla fine del periodo zonale a favore di una maggiore meridianizzazione. A suo tempo si era ipotizzato che con lo sviluppo della QBO negativa sarebbe potuto aumentare la probabilità di un riscaldamento stratosferico durante questa stagione. Il riscaldamento in zona polare è iniziato a manifestarsi alla soglia dei 10 hPa attorno al periodo natalizio. Ma questi riscaldamenti di tipo “Minor” hanno solo il compito di destabilizzare un po' il vortice polare, divenuto più...eccentrico ed ellittico (vortice polare in seconda armonica). Nulla più! Attorno al 20 Gennaio però dovremmo avere un riscaldamento stratosferico più corposo. Almeno i modelli lo fiutano...Se questo riscaldamento a 10 hPa sarà confermato, ma sopratutto se sarà duraturo, allora potremmo vedere forse qualcosa di più importante a livello emisferico a partire da fine mese,  chi sa, anche con uno split del vortice polare. Sempre se la "scaldata" vada ad interessare i piani bassi troposferici, per il momento non coinvolti. In questo contesto anche il mese di febbraio ne potrebbe risentire...Nulla è però così scontato, non facciamoci troppe illusioni! Andiamo per gradi. Bye bye per adesso...

Segui @3BMeteo su Twitter

Commenti


Cerca nel giornale

arrow down
Newsletter

Iscriviti alla newsletter regionale

iscriviti/modifica/rimuovi