Gli effetti della discesa gelida continentale, il Buran, lasceranno il posto ad una massa d'aria artica di tipo marittima. In poche parole cambia la forma ma non la sostanza dato che il Mediterraneo e l'Italia saranno sempre nel mirino di fredde correnti instabili. E' poco probabile che l'alta pressione possa “spanciarsi” favorendo così un miglioramento. I flussi di calore verso le zone polari, la fase 6 della Madden e l'AO negativo non supportano infatti l'ipotesi di una distensione dell'anticiclone ma la costituzione di blocchi in Atlantico invece che di quelli russo scandinavi.
Artico marittimo alle porte. Il lungo ponte anticiclonico proteso verso la Russia e che è andato a pescare masse d'aria gelida dalla Mongolia (qui il freddo è davvero fuori misura) subirà una rottura nella sua zona centrale. Col rafforzamento del blocco in oceano e la discesa di un lobo del Vortice Polare verso i settori centro occidentali europei c'è da attendersi l'attivazione di un canale di correnti artiche marittime al seguito di impulsi veloci, nel letto di correnti in quota nord occidentali. In tal contesto le Alpi saranno ancora saltate dalle precipitazioni, eccetto che i versanti esteri mentre gli effetti saranno maggiori sulle adriatiche ed i Sud. Ma se la forzante pacifica e la convezione tropicale riusciranno a lavorare in sintonia aumenterebbero le quotazioni per un affondo verso il Mediterraneo centrale dell'asse di saccatura con risvolti completamente diversi. Bye bye per adesso...
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