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Il reset barico aprirà un periodo più freddo: ecco come!

Pubblicato da
in data
23/01/2012 - 08:12
2 min. di lettura
Livello - Per tutti
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Inizia a farsi interessante il quadro meteorologico nel lungo termine con l'inverno pronto a recuperare il tempo il perso. Finiti gli effetti della forzante atlantica l'alta pressione, nostra compagna di viaggio, diviene meno ingombrante e per l'Italia si riapre così la porta alle offensive fredde ed instabili.
Andiamo incontro ad un periodo più dinamico e freddo? Con il reset barico ed il cambio di circolazione che ci aspettiamo verificarsi per la fine del mese, i centri motori del tempo delineano uno scenario, ancora ufficioso, improntato all'antizonalità, un parolone che sta a significare come le correnti mediamente occidentali, che  di norma trasportano le perturbazioni oceaniche, vengono sostituite da quelle orientali di diversa natura. E quando sull'Italia soffiano venti di Bora e Grecale, le nostre regioni rischiano di battere i denti per freddo e neve a bassa quota, sopratutto i settori maggiormente esposti.
Qual è lo scenario? Un lungo campo di alte pressioni proteso dall'Atlantico verso la Russia disteso lungo i paralleli; un area di confluenza sull'Europa meridionale. Il risultato è uno scorrimento di masse d'aria fredda o forse addirittura gelida dall'artico russo verso ovest. Quale siano gli effetti sull'Italia ancora non è dato da sapersi. Ma se tutto andrà in porto allora l'inverno si prenderà una bella rivincita. I primi assaggi a partire da martedì quando le regioni adriatiche ed il Sud saranno bersaglio dei venti freddi dai Balcani.
Analizziamo la faccenda. Di nuovo ed importante c' è un rallentamento delle velocità zonali a tutte le quote, segno di un vortice polare che perde vigore (AO negativo). La trottola delle correnti occidentali fin'ora con la sua forsennata corsa non ha consentito l'instaurarsi di blocchi atlantici. Questo ha permesso continui spanciamenti dell'alta pressione verso le basse latitudini e che hanno provveduto a rimandare al mittente le incursioni invernali. Ma adesso ci sono i presupposti per voltare pagina.
Gli elementi predittori sono
1)PDO negativa
2)QBO negativa
3)EA negativo
4)Scand +
La Nina moderata inoltre facilita un raffreddamento del cuore del Continente condizione favorevole per il consolidamento dell'anticiclone russo siberiano. Vedremo anche quali siano le conseguenze del riscaldamento in stratosfera sulla Siberia (incognita da monitorare!)...E' ipotizzabile  pensare che febbraio e marzo possano essere mesi che vadano in controtendenza rispetto alla prima parte dell'inverno se l'andamento della AO resti verso la negatività. Insomma potremmo assistere in Europa a periodi contrassegnati da maggiori incursioni fredde di matrice continentale.
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