Il ritiro dei ghiacciai della Groenlandia dell’ultimo decennio è stato vigoroso come negli anni '30 del secolo scorso. Questo è ciò che emerge da un recente studio condotto dal ricercatore Anders Bjork dell'Università di Copenaghen, pubblicato su Nature.
La ricerca è stata possibile grazie al ritrovamento in un castello vicino a Copenaghen di numerose fotografie aeree scattate negli anni '30 lungo la costa sud-orientale della Groenlandia. Confrontando tali fotografie con quelle scattate dall'esercito americano nelle stesse aree dopo la seconda guerra mondiale e con quelle più recenti provenienti dalla tecnologia satellitare, si è riusciti a ricostruire per ben 132 ghiacciai le varie fasi di avanzamento e di ritiro. Le immagini hanno rivelato che la risposta dei ghiacciai, in termini di avanzamento e/o ritiro, è indipendente dalla loro estensione, tipologia e ambiente in cui terminano.
Inoltre, il ritiro dei ghiacciai dell'ultimo decennio è stato messo a confronto con quello degli anni '30, periodo durante il quale si è verificato presumibilmente un innalzamento della temperatura paragonabile a quello dei giorni nostri. Le velocità di ritiro sono risultate dello stesso ordine di grandezza in entrambi i periodi, anche se è stata più rapida negli anni '30 per i ghiacciai che terminano sulla terraferma, più rapida invece nell'ultimo decennio per quelli che terminano in oceano. Si tratterebbe quindi di un'evoluzione già sperimentata dai ghiacciai, che evidenzierebbe la stretta correlazione tra estensione del ghiaccio e andamento termico.
La disponibilità di serie storiche molto più lunghe di quelle ottenibili semplicemente dai dati satellitari (disponibili dagli anni '70) permetterà comunque di effettuare ulteriori analisi, con l'obiettivo di comprendere sempre meglio i legami tra le dinamiche dei ghiacciai ed i cambiamenti climatici globali e nello specifico in quell'area.
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