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Nuvole a quote più basse: rallentamento del riscaldamento globale?

Pubblicato da
in data
13/10/2012 - 11:04
2 min. di lettura
Livello - Per tutti
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Altezza delle nubi in diminuzione - L'altezza media globale delle nubi è diminuita circa dell'1% nell'ultima decade (2000-2010), pari più o meno 30-40 metri. E' questo il risultato di una ricerca condotta dall'Università di Auckland e pubblicato sulla rivista scientifica Geophysical Research Letters. Lo studio è stato condotto analizzando i dati degli ultimi dieci anni forniti dallo spettroradiometro multiangolo MISR, un particolare sensore in dotazione al satellite Terra della NASA in grado di misurare l'altezza e il movimento delle nubi. La riduzione sarebbe dovuta in particolare ad una minore nuvolosità ad alta quota.
Un feedback negativo nei confronti del riscaldamento globale? - L'entità della copertura nuvolosa superficiale e la sua distribuzione verticale (nubi basse, medie o alte) incidono in modo determinante sul bilancio radiativo della Terra, ma una stima quantitativa dell'effettivo contributo, in termini di raffreddamento o riscaldamento, è molto difficile da dare ed è attualmente oggetto di numerose ricerche. Ancor più complicato poi è prevederne l'evoluzione. In generale una diminuzione della quota del top delle nubi consentirebbe uno scambio di calore più efficiente dalla Terra verso lo spazio, quindi un maggiore raffreddamento che potenzialmente andrebbe a contrastare il riscaldamento globale. Si tratterebbe cioè di un feedback negativo, che potrebbe in parte spiegare il minor incremento delle temperature globali nell'ultimo decennio.
Le cause del fenomeno - Secondo il Prof. Davies dell'Università di Auckland, “Non conosciamo esattamente che cosa determini una diminuzione dell'altezza delle nubi, ma ciò deve essere dovuto a cambiamenti nella circolazione alle alte quote che agiscono sulla formazione delle nubi”. Il fenomeno è inoltre modulato dalle fasi dell'ENSO, in grado di produrre variazioni interannuali significative dell'altezza delle nubi al di sopra dell'Oceano Pacifico.
Necessità di serie storiche più lunghe - “L'altezza delle nubi è molto difficile da modellare”, continua il Prof. Davies, “e la disponibilità di misure accurate potrà essere utilizzata per verificare la bontà delle simulazioni dei modelli climatici e per migliorare le loro performance”. Tuttavia serve un maggior numero di anni di osservazioni: “Se l'altezza delle nubi tornasse a salire nei prossimi anni”, conclude il Prof. Davies, “concluderemmo che non sta influenzando i cambiamenti climatici, ma se continuasse a diminuire sarà un fatto molto significativo. Attendiamo con grande interesse le prossime misurazioni.”
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