Per tentare di capire l'inverno
2014/2015 non possiamo non passare attraverso il tortuoso labirinto
dell'analisi degli indici climatici. Sempre che riusciamo a
venirne fuori. Queste tipi di analisi sono rivolte ad una utenza esperta.
Partiamo dagli oceani:
Anomalie temperatura superficiali
oceano. Si evidenzia la 'piscina' calda a ridosso dell'Alaska e
quelle anche tra Groenlandia ed Artico. Le anomalie possono avere
importanti ripercussioni sui centri motori del tempo (alte e basse
pressioni). Sul Pacifico abbiamo inoltre osservato
un possibile
sviluppo di El Nino Modoki con anomalie più calde delle acque sulla
parte centrale, negative a ridosso dell'Ecuador. Stiamo in pratica
parlando di un El Nino debole o al più moderato. El Nino ha maggiori
ripercussioni in America, il segnale è più diretto sull'evoluzione
del tempo. In Europa la questione è più delicata e controversa.
Salgono le quotazioni per vedere anche in questa stagione anticicloni
sull'Alaska come lo scorso anno.
Intanto l'AMO è tornata ad essere
positiva dopo un breve periodo di negatività. Dovrebbe rimanerci
mediamente fino al 2020 (considerando un ciclo di 70 anni)
Guardiamo ora più in alto...
Stratosfera: la Qbo è già negativa
alla superficie isobarica 30 hPa. I venti dovrebbero girare da Est
anche a 50 hPa.
Sole: Nonostante la ripresa
dell'attività magnetica alcuni indici (come l'AP Index, misura
l'attività geomagentica terrestre) rimangono bassi. Durante i
periodi con una QBO negativa ed un'attività solare bassa c'è la
tendenza ad avere un aumento di riscaldamenti stratosferici (Karen
Labitzke and Harry van Loon).
Artico: il ghiaccio artico sopra la
media e le temperature sotto le medie indicano un buon serbatoio di
aria fredda a disposizione.
Conclusioni: El Nino Modoki, Qbo-,
attività solare bassa ed AMO positiva favoriscono una AO/NAO
negativa. Nella immagine sotto ho considerato gli anni con attività solare bassa e Qbo negativa. Vedremo infine il ruolo dei vulcani.
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