Novembre come Dicembre sono stati mesi contrassegnati da temperature estremamente basse in sede stratosferica. Questo è poi alla base di un vortice polare piuttosto vigoroso che non ha facilitato scambi di calore lungo i meridiani data la mancanza di quelle situazioni configurative tipiche dei blocchi.
Ce lo racconta il valore della AO e della NAO positivo che ci dice come la corrente a getto polare, il nastro trasportatore del tempo alle medie latitudini, sia poco propenso a marcate oscillazioni; poi, se queste avvengono, risultano modeste e di breve durata fin'ora.
E' una situazione in pratica all'opposto dello scorso anno quando la stagione invernale mostrava indici molto negativi; frequenti erano infatti le incursioni gelide che paralizzavano gran parte degli Stati centro settentrionali europei con ripercursioni anche su parte della nostra Penisola. Poi da gennaio la situazione si è completamente ribaltata tanto che il 2011, a parte qualche eccezionale episodio, si è mostrato il più delle volte anticiclonico...Nella stratosfera polare è possibile vedere il nucleo molto freddo sino a -85°C all'altezza di 10 hPa in sede polare raggiunto nei giorni scorsi e una lingua calda presente sul Nord Asia. La tendenza mostra però una modifica con una dislocazione dell'anomalia calda sul Canada ed una rottura dell'attuale pattern circolatorio tanto da indurre un asse di saccatura della vorticità potenziale stratosferica dalla Scandinavia verso il Mediterraneo. Un'analoga situazione la si ebbe nell'inverno 2003/04 quando un riscaldamento stratosferico fece seguito ad un anomalo raffreddamento in sede polare. Potremmo rivivere una situazione analoga? Uhmm...chi lo sa!!
Quello che si nota ad oggi è qualche movimento in più; gli apporti energetici in sede aleutinica dovrebbero favorire un rallentamento del vortice polare con partenza nel lungo termine delle wave 1-2. Il risultato? Una maggiore propensione a regimi...bloccanti. Il nuovo scenario che andrebbe a formarsi sarebbe messo in piedi dalla dislocazione di un lobo del vortice polare in sede Nord Europeo con una buona probabilità di assistere così a discese artiche verso le nostre latitudini a cavallo della prima parte di gennaio. Fuoco di paglia o svolta? Onestamente credo che la forza del vortice canadese e la convezione tropicale possano non favorie elevazioni anticicloniche atlantiche tanto da indurre l'anticiclone a spanciarsi con maggiore probabilità ancora verso il Mediterraneo. Ne riparleremo col nuovo anno quando vedremo a che punto sarà il lavoro svolto dalle dinamiche stratosferiche, forse unico appiglio per una via di uscita ad un inverno partito (e proseguito) nei peggiori dei modi. Attendiamo ma non vorrei che passassimo il tempo nella logorante attesa di un evento che non avverrà mai...Bye bye per adesso!
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