I super tornado italiani: il pi¨ forte in Veneto nel 1930

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21 maggio 2013
ore 10:41
Il tornado F3 di Arcore e Concorezzo del 7 Luglio 2001.Il tornado F3 di Arcore e Concorezzo del 7 Luglio 2001.Il tornado: uno dei mezzi più impattanti con cui la Natura ci comunica la propria potenza, un fenomeno tanto pericoloso quanto affascinante nella sua forza e maestosità. Eventi di questo tipo non sono rari in Italia, in particolare sulla Valpadana dove più spesso accade che tra Luglio e la prima decade di Settembre si instaurino le opportune condizioni per il verificarsi di fenomeni vorticosi. Solitamente le trombe d'aria italiche sono più placide dei cugini americani, sebbene arrechino danni materiali ingenti; tuttavia non mancano nella cronaca italiana casi di tornado violenti, appartenenti alle più alte categorie della scala Fujita. Passando per l'F5 del Montello e l'F4 della laguna veneta, la casistica italiana propone un ventaglio di eventi considerati del tutto eccezionali.

Tralasciando la casistica relativa alle trombe marine, piuttosto numerose sui nostri mari, riportiamo brevemente i fenomeni vorticosi più significativi manifestatisi sullo Stivale. Primo su tutti il tornado del Montello, verificatosi nelle ore centrali del 24 Luglio 1930, il quale ha seminato morte e distruzione abbattendo la propria furia sulle località poste tra Treviso ed Udine. Le stime riportano di raffiche prossime ai 500 km/h, classificando il vortice come un F5, il più potente mai registrato in Italia così come in Europa. Si contarono 23 vittime e danni strutturali pesantissimi, con numerose abitazioni rase al suolo. L'eccezionalità dell'evento non sta soltanto nell'intensità ma anche nelle caratteristiche spazio-temporali: 80 km percorsi in soli 84 minuti fanno pensare probabilmente a più vortici che si sono susseguiti nella medesima supercella.

Impressionante anche l'evento che ha sconvolto il padovano ed il veneziano la sera dell'11 settembre 1970, quando un F4 si è originato sui Colli Euganei puntando successivamente la laguna veneta. Il vortice distrusse diverse abitazioni, provocando una strage nel momento in cui raggiunse Venezia. I veneziani non scordano infatti la tragedia che si è consumata alla fermata del vaporetto di Sant'Elena, dove il tornado ha rovesciato un motoscafo dal peso di 22 tonnellate mentre si dirigeva al Lido, provocando 21 morti, i più per annegamento. Come se non bastasse, il vortice ha successivamente scaricato la propria furia su due camping locali, mietendo 13 vittime e oltre 140 feriti. Il bilancio complessivo sarà di 36 morti e circa 500 feriti.


Anche in tempi più lontani si ritrovano casi davvero notevoli. Spaventoso è il duplice tornado che colpì la Sicilia occidentale nel Dicembre del 1851, provocando probabilmente circa 500 vittime. Le ricostruzioni dell'evento riportano di un due possenti trombe marine, le quali hanno raggiunto il litorale siciliano in prossimità di Marsala, diventando quindi due tornado in seno alla medesima supercella.

Un altro caso pauroso fu quello del 16 Giugno 1957 quando un F4 sconvolse l'Oltrepò pavese con venti all'interno del vortice stimati oltre i 400 km/h; si contarono 6 vittime e numerosi feriti. Non molto distante e pochi anni dopo un altro tornado provocò 9 vittime tra parmense e piacentino; era il 4 Luglio 1965.

I casi succitati corrispondono a fenomeni molto violenti e rendono evidente la non immunità dell'Italia ad eventi di questo tipo, che ad ogni modo sono provvidenzialmente rari. Solitamente le trombe d'aria italiane sono di tipo F0 o F1, anche se non mancano casi fino ad F3 come il tornado di Arcore e Concorezzo del Luglio 2001. Il settore maggiormente colpito risulta la Valpadana in quanto, grazie alla specifica configurazione orografica, è in grado di immagazzinare durante i mesi estivi notevoli quantità di aria calda e umida nei bassi strati, necessaria per la genesi di fenomeni violenti, anche se non sufficiente. Infatti è importante la coesistenza di diversi fattori affinché si generino eventi vorticosi. Senza entrare in dettaglio, è interessante notare che nella quasi totalità dei succitati casi la configurazione sinottica a scala europea risulta essere molto simile. Nello specifico una depressione chiusa o una saccatura interessa il comparto europeo occidentale, in particolare la Francia, mentre il Centrosud italiano risulta investito da aria molto calda di origine africana, pilotata da un cuneo anticiclonico solitamente proteso verso i Balcani.

Il Nord si trova dunque nel settore in cui i contrasti termici orizzontali tra l'aria calda e quella fresca nord atlantica sono maggiori, nonché dove è presente in quota il ramo ascendente della jet stream. Quest'ultima contribuisce notevolmente all'instabilizzazione della colonna d'aria che sovrasta, mentre il calore fornito dall'afflusso africano fornisce ulteriore energia ai moti convettivi generanti la cella temporalesca. Solitamente i casi di tornado sulla Valpadana si sono avuti con temporali prefrontali.
La Chiesa di Selva del Montello(TV), completamente rasa al suolo dall F5 del 24 Luglio 1930: il campanile ha resistito alla furia scatenata del vortice, ma ha subito pesanti danni strutturali.La Chiesa di Selva del Montello(TV), completamente rasa al suolo dall F5 del 24 Luglio 1930: il campanile ha resistito alla furia scatenata del vortice, ma ha subito pesanti danni strutturali.S. Elena, Venezia: quartiere devastato dall\'F4 dell\'11 Settembre 1970. Alla fermata del vaporetto si consumò la tragedia in cui persero la vita 21 persone per annegamento.S. Elena, Venezia: quartiere devastato dall'F4 dell'11 Settembre 1970. Alla fermata del vaporetto si consumò la tragedia in cui persero la vita 21 persone per annegamento.Il recupero del vaporetto affondato dall\'F4.Il recupero del vaporetto affondato dall'F4.
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