L'inquinamento da polveri sottili ci rende più stupidi
clima ambiente | 08 dicembre 2011 ore 13:33 | a cura di Daniele Olivetti
Lo smog ci rende più stupidi L'inquinamento da polveri sottili oltre a provocare cancro ai polmoni, infarto, ictus e malattie cardiovascolari come bronchite e asma, ci renderebbe anche più stupidi. Le ultime conferme derivano da uno studio condotto dell'Harvard School of Public Health di Boston, nel Massachusetts, che ha messo in evidenza come l'inquinamento da polveri sottili sia in grado di danneggiare anche il cervello, riducendo le capacità cognitive.
Lo studio è stato condotto su 680 uomini, di età compresa tra i 51 e i 97 anni, ed ha evidenziato che, chi aveva trascorso la maggior parte della vita in aree inquinate, raggiungeva punteggi cognitivi inferiori rispetto a chi aveva passato gli anni migliori respirando aria più pulita. Il tutto tenendo conto dello status sociale ed educativo di ogni soggetto.
La dottoressa Melinda Power afferma: "l'esposizione a lungo termine all'inquinamento atmosferico accelera l'invecchiamento cerebrale e influisce sul modo in cui il cervello lavora”. L'inquinamento atmosferico, colpirebbe l'ippocampo e le ramificazioni dei dentriti che trasportano gli impulsi nervosi, provocandone un accorciamento e una riduzione della densità.
Problemi alla memoria, radicali liberi, infiammazioni ed emicrania - Le particelle inquinanti raggiungono il cervello attraverso il nervo olfattivo e provocano conseguenze serie sui processi di apprendimento e memoria. Lo smog provoca inoltre reazioni infiammatorie e la formazione di radicali liberi che concorrono a far invecchiare i neuroni più velocemente. Secondo uno studio dell'Health Canada di Ottawa, lo smog sarebbe inoltre all'origine di numerose emicranie, che risultano sempre più frequenti nella popolazione delle grandi metropoli inquinate.
Pianura Padana molto penalizzata - La situazione smog è particolarmente grave nella Pianura Padana sfavorita per la sua particolare configurazione geografica, confinata tra Alpi ed Appennini, e per le sue condizioni meteo-climatiche invernali, caratterizzate da scarsa ventilazione ed inversioni termiche. Le particelle inquinanti, in condizioni di stabilità atmosferica, stazionano così nei primi metri al di sopra delle nostre teste senza potersi rimescolarsi a quote superiori, rendendo l'aria malsana.
L'impatto sulla salute dei cittadini è devastante: per concentrazioni di PM10 superiori ai 20 μg/m3 (valore ampiamente superato questo inverno con punte di oltre 100 μg/m3 su città come Milano, Como, Bergamo) sono attribuibili in media 8220 morti l'anno, ben il 9% della mortalità per tutte le cause (esclusi gli incidenti) per la popolazione al di sopra dei 30 anni.
Ognuno di noi può contribuire nel suo piccolo a ridurre l'emissione delle polveri sottili con semplici accorgimenti come: ridurre e ottimizzare gli spostamenti, aumentare l'utilizzo del trasporto pubblico, riducendo di 1° la temperatura del proprio termostato. Tutti questi accorgimenti, trasferiti su larga scala, avranno un forte impatto nella produzione delle sostanze inquinanti e noi tutti potremmo beneficiarne in salute, sia fisica che mentale.
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