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Antartide: confermata l'altalena dei Poli

Pubblicato da
in data
07/12/2010 - 08:12
2 min. di lettura
Livello - Per tutti
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Di recente sono stati pubblicati online sull'autorevole sito Nature Geoscoence i risultati del programma europeo Taldice (Talos Dome Ice Core) guidato dal nostro Paese ed al quale hanno partecipato anche Francia, Germania, Gran Bretagna e Svizzera . Condotto nelle zona orientale della calotta antartica esso ha permesso di dimostrare che esiste ed e’ stata attiva anche in passato ’’l’altalena del clima’’ che regola lo scambio di calore fra Polo Nord e Sud.
In altre parole l’altalena bipolare è un meccanismo climatico, già evidenziato in altri studi di sequenze polari, avvenuto anche durante l’ultima deglaciazione e la cui natura pan-antartica evidenzia alcune differenze nelle variazioni climatiche intervenute nel settore Indo-Pacifico e nel settore Atlantico della calotta Est Antartica tra 16.000 e 14.500 anni fa. In particolare, gli scienziati hanno scoperto che se per un periodo fa più freddo al Polo Nord fa invece più caldo al Polo Sud, come appunto in un’altalena climatica.
In Italia hanno collaborato al progetto di Enea, Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e Università di Trieste, Milano-Bicocca, Firenze, Parma, Bologna e Venezia. Secondo i rappresentati il risultato scientifico è importante perché conferma che l’altalena bipolare, la cui esistenza era stata messa in forse da ricerche precedenti, è una realtà. I dati spiegherebbero infatti che effettivamente il calore che arriva sulla Terra è distribuito dalla circolazione negli oceani e nell’atmosfera e che questo è avvenuto anche nell’ultimo periodo glaciale, durante la deglaciazione (ossia nel periodo compreso fra l’ultimo massimo glaciale, circa 19.000 anni fa, e l’attuale periodo interglaciale). Inoltre ci sono stati periodi, in passato, in cui la distribuzione di calore che arrivava dal Sole e’ stata prevalentemente orientata o sul Polo Sud o sul Polo Nord.
Per ottenere questo quadro i ricercatori hanno dovuto sincronizzare la nuova serie climatica, ottenuta dalla carota di Taldice, con altre carote di ghiaccio di Antartide e Groenlandia. Gli elementi contenuti nelle carote di ghiaccio di Talos indicano inoltre che i meccanismi che bilanciano il clima sono molto più complessi del previsto, ed in futuro prossimo sarà importante capirli con maggior precisione perché da studi molto recenti risulta che l’oceano meridionale, che e’ un enorme serbatoio di CO2, non sta più assorbendo questo gas serra, ma potrebbe rilasciarlo nell’atmosfera. Questo avrebbe un grosso impatto sia sull'ambiente e sul riscaldamento globale che sui modelli climatici attualmente in uso e che non contemplano tale fattore. Si è visto inoltre un diverso comportamento del settore Atlantico dell’Antartide da quello del settore Indo-Pacifico, avvenuto tra 16.000 e 14.500 anni fa, ossia nel periodo caratterizzato da una decelerazione nell’aumento d’anidride carbonica nell’atmosfera e da un lieve raffreddamento in Groenlandia.
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