Il ciclone formatosi sul Mar Ligure nella giornata di ieri, lunedì, ha cominciato a richiamare correnti più fresche dai quadranti settentrionali che hanno contribuito ad un sensibile abbassamento delle temperature. La perturbazione di conseguenza è riuscita a minifestarsi con fenomeni a carattere nevoso a quote sempre più basse sull'arco alpino, specie sul settore occidentale. Durante i fenomeni più intensi il limite delle nevicate è sceso a tratti anche sotto i 2000m, fino a 1800m in Val Chisone e Val Susa, nelle valli torinesi, ma anche al confine con la Francia, verso il Colle del Piccolo San Bernardo. Mediamente la quota neve si è mantenuta intorfno ai 2000/2200m tra Piemonte, Valle d'Aosta e Svizzera, con accumuli che oltre i 2500m hanno raggiuinto i 10/15cm, oltre 30cm a 3000m.
E' notevole il tracollo termico che si è osservato in montagna in circa tre giorni. Dalle giornate roventi di metà della scorsa settimana, quando ai 2000m del Sestriere la colonnina era arrivata a segnare 26°C, si è sprofondati agli 0°C di lunedì. Tracollo ancora più marcato oltre confine, a Zermatt, con passaggio da 31°C a 0°C, mentre lo zero termico è sceso dai valori record della scorsa settimana, ovvero 5300m, fino ai 2000m circa di ieri. Insomma, un bel sospiro di sollievo per i nostri ghiacciai, dopo le roventi giornate della scorsa settimana.
Sulle Alpi centro-orientali la quota neve si è mantenuta più elevata, oscillando intorno ai 2500/2700m.