Il vortice polare, quella ruota di aria
fredda che con le sue oscillazioni determina il bello ed il cattivo
tempo alle medie latitudini, tende ad accelerare. Questo vuol dire che
l'aria fredda ha difficoltà a scendere verso sud. Pensatelo come una trottola. Intanto vi faccio notare due cose: la
prima è la situazione sul Pacifico. Una chiave di lettura sul
nostro inverno e sui suoi risvolti, con questa disposizione del vortice polare, può venire dal lontano Pacifico. Guardiamo qui di seguito il
modello Americano GFS per dopo Natale. Dalla mappa emisferica della pressione si nota come l'anticiclone (di seguito onda Pacifica) sia
addossato sull'America occidentale. Su quella Atlantica invece il forte flusso del vento in quota, che mediamente scorre da ovest
verso est, è più intenso. Questo ha poi delle ripercussioni per
l'Europa, o con una persistenza dell' anticiclone sui settori meridionali oppure con dei passaggi di perturbazioni oceaniche. In questo caso e' assente l'anticiclone delle Azzorre che rimane basso. Lo scenario del 29 dicembre ricorda per certi aspetti lo scorso inverno.
Se invece l'anticiclone sul Pacifico non è a ridosso dell'America e si protende verso il Polo come mostrato dal modello GFS PARALLEO qui di seguito, allora si apre una
strada diversa per le nostre lande. In questo caso l'anticiclone delle Azzorre viene
sollecitato ad elevarsi in Atlantico perché il flusso in uscita dal Continente Americano e' meno intenso, con conseguente discesa fredda
verso l'Europa e il Mediterraneo. In pratica stiamo parlando in tal contesto di uno scenario tipicamente invernale sull'Italia. In tutte e due casi il Vortice Polare perde energia, questo e' importante per il dopo!
Il secondo fatto, anche importante sulle vicende meteo climatiche in Europa, è che ancora una volta
l'indice East Atlantic torna ad essere positivo. Per farla breve quando questo indice e' positivo si ha una minor possibilità di discese fredde. Ormai questa è una
anomalia che perdura da tanto tempo. Il risultato è che la fascia
anticiclonica si porta spesso più a nord e 'spancia' lungo i paralleli. Nei prossimi
aggiornamenti faremo qualche analisi tecnica in più a largo 'spettro' per vedere lo stato di
salute proprio del vortice polare e tentare di 'giustificare' una dinamica
circolatoria piuttosto incerta.
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