Cina, ondata di caldo senza precedenti. La siccità mette in ginocchio l'economia
Anche la Cina, uno dei Paesi più ostili nei riguardi degli accordi sulla riduzione dei gas serra fa i conti con il cambiamento climatico. L'ondata di caldo che si protrae dall'inizio di giugno ha ormai assunto connotati storici, è la più intensa dal 1961 anno in cui sono iniziate le registrazioni e ha battuto anche quella del 2013 che deteneva il record precedente. Normalmente nel periodo che va dal 1 giugno al 15 agosto le giornate di caldo intenso con temperature estreme, superiori ai 38/40°C non sono mai più di 7, quest'anno invece sono state 12. Ben 1426 stazioni meteo hanno registrato una temperatura di 37°C, 1680 stazioni quella di 35°C e la temperatura di 40°C ha avuto la sua massima espansione sul territorio con punte di 44/45°C state registrate per più giorni consecutivi.
Il gran caldo è stato accompagnato anche da una siccità senza precedenti nelle zone centrali e sud occidentali del paese, i livelli di laghi e fiumi sono ai minimi storici e il lago Poyang, il più grande lago d'acqua dolce della Nazione, è entrato nella stagione secca molto prima del previsto. La mancanza di acqua nei bacini ha avuto pesanti ripercussioni sulla produzione di energia idroelettrica, molte città sono state costrette a ridurne drasticamente il consumo coni proprietari delle auto elettriche costretti a lottare letteralmente tra loro per ottenere il rifornimento. Anche molte fabbriche hanno dovuto chiudere per la mancanza di elettricità con una pesante influenza sull'economia dell'intera Nazione.