L'anticiclone africano è ancora in fase di rinforzo e almeno fino all'inizio della nuova settimana garantirà condizioni di stabilità sulla nostra penisola, con tempo soleggiato e caldo alle stelle. Tuttavia, nel corso della prossima settimana, la struttura di alta pressione comincerà a mostrare i primi segni di cedimento, pur rimanendo dominante. Al suo interno si formeranno alcune defaillance, in prossimità del bacino del Mediterraneo, responsabili della formazione di qualche temporale di calore che prenderà vita in prossimità delle Alpi e dell'Appennino.
A favorire lo sviluppo di questi fenomeni, che comunque non saranno in grado di smorzare la canicola, sarà il notevole apporto di aria calda e umida, carica di energia, accumulata nei giorni precedenti sotto l'influenza dell'anticiclone africano, pronta a essere liberata con la minima instabilità.
In particolare nella giornata di martedì qualche temporale si svilupperà sulle Alpi occidentali e sulle Prealpi lombardo-venete, oltre che sull'Appennino centrale tra Lazio e Abruzzo. Si tratterà comunque di fenomeni isolati, in graduale esaurimento in serata.
Nei giorni successivi aumenterà ulteriormente la probabilità di formazione di altri rovesci o temporali di calore, mercoledì sulle Alpi centro-occidentali e su buona parte dell'Appennino, specie centro-meridionale. I primi episodi di instabilità potrebbero prendere forma anche sulle zone interne della Sardegna, ma in ogni caso si tratterà di fenomeni che tenderanno ad esaurirsi in serata.
Anche tra giovedì 14 e Ferragosto Alpi, Appennino e tratti delle zone interne delle isole maggiori saranno esposte a instabilità diurna, con rovesci e temporali di calore che come sempre tenderanno ad esaurirsi in serata, ma che localmente potranno sconfinare alle zone padane prossime ai rilievi.