29 dicembre - 5 gennaio. Con l'inizio di gennaio un afflusso di aria molto fredda interessa l'Europa settentrionale e si estende verso quella centrale, con temperature diffusamente sotto la media stagionale e anomalie più marcate sulla Scandinavia. Valori inferiori alla norma coinvolgono anche il Nord Italia, mentre sul resto del Mediterraneo le temperature risultano complessivamente sopra la media tipica del periodo.
Sul fronte delle precipitazioni, le anomalie indicano una settimana dinamica e pienamente invernale per l'Europa oltralpe, con episodi di neve a quote basse e localmente fino in pianura. Condizioni di instabilità interessano anche l'Italia, soprattutto le regioni centro-settentrionali.
Il quadro emisferico è caratterizzato da una configurazione fortemente disturbata, con lobi ciclonici troposferici e minimi di geopotenziale profondi che scendono di latitudine. La circolazione risulta molto ondulata e modulata dalla bassa stratosfera, associata a situazioni di blocco in area atlantica e alla presenza di strutture anticicloniche proiettate verso Islanda e Groenlandia. Questo assetto tende a concentrare il freddo sull'Europa centro-settentrionale con neve in pianura, senza però favorire un affondo deciso verso il Mediterraneo, limitando l'influenza dell'aria fredda soprattutto al Centro Nord Italia.
5-12 gennaio. Permane quindi una circolazione a prevalente componente meridiana, ancora legata a residui assetti di blocco sul Nord Atlantico, ma in progressiva fase di smantellamento. La saccatura di origine artica continua a interessare l'Europa centro-settentrionale e occidentale, dove le anomalie termiche restano sotto la media. Neve possibile fino a bassa quota o in pianura su Germania, Baltico, Polonia. Parte di questa aria riesce a raggiungere anche l'Italia, in particolare le regioni centro-settentrionali, con possibilità di neve a bassa quota. Il Mediterraneo risente invece dell'interferenza tra masse d'aria diverse, con anomalie di precipitazione superiori alla media su gran parte dell'Europa meridionale.
12-19 gennaio. Nella fase successiva la circolazione tende gradualmente a diventare più zonale. Le correnti in quota si dispongono da ovest-nord-ovest, favorendo l'afflusso di masse d'aria meno fredde e più temperate. In una prima fase l'aria fredda interessa ancora il Centro-Sud, ma successivamente le temperature tendono a riportarsi sopra la media da ovest su buona parte del continente europeo. La piovosità risulta superiore alla norma sull'Europa centro-settentrionale, mentre il nuovo assetto consente comunque il transito di veloci sistemi perturbati, in grado di interessare a tratti anche l'Italia.
anomalie temperature 5-12 gennaio
Le incertezze. Questo scenario emerge dalla media degli ensemble settimanali, che descrivono la tendenza più probabile del sistema atmosferico e non una previsione deterministica. L'analisi dei cluster mostra infatti scenari ancora differenziati, mentre i modelli deterministici continuano a oscillare. La direzione di fondo appare tracciata, ma tempi, intensità e modalità degli affondi freddi restano soggetti a variabilità.