Le proiezioni per la prima metà di marzo delineano uno scenario caratterizzato da un campo di alta pressione mediamente dominante, con anomalie positive di geopotenziale a 500 hPa estese dall'Atlantico verso l'Europa centro-settentrionale. Il flusso perturbato atlantico tenderebbe a scorrere più a nord, tra Islanda e Scandinavia, oppure a scivolare ai margini orientali del blocco. In questo contesto il Mediterraneo e l'Europa centrale continuerebbero a sperimentare condizioni per lo più stabili e soleggiate, nebbie e nubi basse permettendo.
Le anomalie previste indicano temperature mediamente superiori alla climatologia del periodo su gran parte dell'Europa centrale, alpina e in parte mediterranea, soprattutto nelle fasi più soleggiate e nelle aree non interessate da nebbie o nubi basse.
Dal punto di vista dinamico il getto polare risulterebbe mediamente più alto di latitudine rispetto alla norma stagionale. Questo riduce la probabilità di irruzioni fredde organizzate verso l'Europa centro-meridionale nel periodo considerato. Le ondulazioni principali sembrano collocarsi più a nord o più a est del continente.
Si tratta naturalmente di uno scenario previsionale su scala settimanale. All'interno di una fase mediamente anticiclonica possono comunque inserirsi brevi passaggi instabili o temporanee flessioni termiche.
Resta tuttavia da monitorare la variabile legata al forte disturbo del vortice polare. Qualora il segnale stratosferico dovesse risultare sufficientemente intenso e soprattutto riuscisse a propagarsi verso il basso, agganciando la circolazione delle medie latitudini, il quadro potrebbe subire una rimodulazione nella seconda parte del mese. Non si tratta di uno scenario automatico né garantito, ma di una possibile evoluzione che dipende dall'effettivo accoppiamento tra stratosfera e troposfera.