Melissa, potrebbe diventare un uragano con impatti devastanti sui Caraibi
La tempesta tropicale Melissa potrebbe diventare uno degli eventi tropicali più intensi e con gli impatti più significativi degli ultimi anni nei Caraibi. Melissa sta mostrando chiari segnali di rapida intensificazione, alimentata da acque superficiali prossime ai 30 °C e da un'atmosfera eccezionalmente umida e stabile nei bassi strati. Ma non è solo la superficie a essere calda: sotto Melissa il calore penetra per oltre 60 m di profondità e questo significa una sorgente continua di energia.
Alcuni modelli numerici indicano anche la possibilità, più remota, di un'intensificazione fino a categoria 5, ma lo scenario più probabile resta quello di un uragano di categoria 3-4, comunque capace di generare effetti devastanti.
Non è solo la potenza dei venti a preoccupare, ma la lentezza del sistema. Melissa si muove lentamene e potrebbe addirittura fermarsi per giorni nei pressi delle isole; è questo il fattore che più ne amplifica il potenziale distruttivo, ovvero una tempesta che rallenta non disperde energia, ma la scarica tutta nello stesso punto. Gli scenari peggiori prevedono oltre 500 mm di pioggia sulla Giamaica e 400-500 mm su Haiti, tanta pioggia su terreni montuosi e già saturi.
Se la traiettoria venisse confermata, Melissa potrebbe sfiorare o colpire la costa sud-occidentale della Giamaica tra lunedì e martedì, portando venti superiori ai 200 km/h, mareggiate e piogge torrenziali. In tal caso, diventerebbe uno dei cicloni più potenti mai osservati sull'isola, forse paragonabile al celebre Gilbert del 1988.
Per Haiti la minaccia è diversa ma non meno grave: non servono venti estremi per causare una catastrofe. Un territorio montuoso e una diffusa deforestazione fan sì che anche piogge di intensità moderata possano innescare frane e alluvioni improvvise.
Eventi come Melissa non sono eccezioni isolate, ma segnali di un bacino sempre più carico di energia. Il Mar dei Caraibi, che in ottobre dovrebbe iniziare a raffreddarsi, mostra invece temperature superficiali da piena estate, fino a +1,5 °C sopra la media. Questo calore extra agisce come carburante, riducendo i tempi di sviluppo e moltiplicando il potenziale per rapide intensificazioni, proprio come quella che sta interessando Melissa.
Negli ultimi anni la frequenza di tempeste che passano da depressione a uragano Major in meno di due giorni è quasi raddoppiata. Melissa quindi non è solo una minaccia immediata per Giamaica e Haiti: è anche un promemoria e mostra quanto il confine tra meteo e clima si stia assottigliando, e come l'oceano, il grande motore termico del pianeta, stia cambiando le regole del gioco più in fretta di quanto fossimo abituati a pensare.