scenario prossime settimane e aprile, fonte ecmwf-copernicus
Il nuovo disturbo al vortice polare previsto verso la fine del mese contribuirebbe ad accompagnare il sistema verso il Final Warming, cioè la fase in cui il vortice stratosferico conclude fisiologicamente il proprio ciclo stagionale.
Con l'avanzare della primavera, infatti, il ritorno della luce solare sul Polo Nord porta a un progressivo riscaldamento della stratosfera polare. Questo riduce la differenza termica tra le alte e le medie latitudini che durante l'inverno alimenta la circolazione occidentale del vortice polare. Quando questo gradiente si indebolisce a sufficienza, i venti zonali che sostengono il vortice si attenuano fino a invertirsi, segnando il passaggio al Final Warming, ovvero l'ultimo riscaldamento stratosferico di stagione.
In questo periodo dell'anno il vortice tende naturalmente a indebolirsi, ma quando il Final Warming avviene prima della media (attorno al 10 aprile) spesso è perché viene favorito anche dalla dinamica atmosferica. In particolare dall'attività delle onde planetarie, che dalla troposfera riescono a propagarsi verso la stratosfera disturbando la circolazione polare e accelerandone il collasso stagionale.
Dopo gli eventi di inizio marzo il vortice polare è rimasto infatti più fragile del normale e fatica a ricompattarsi completamente. In queste condizioni diventa più sensibile sia ai disturbi provenienti dalla troposfera, sia al progressivo riscaldamento radiativo primaverile, che contribuisce ulteriormente a eroderne la struttura.
In questo contesto anche una stratosfera con un vortice polare più deboleIn questo contesto anche una stratosfera con un vortice polare più debole può contribuire a rendere l'atmosfera più favorevole allo sviluppo di configurazioni di blocco alle alte latitudini. Le proiezioni dei regimi circolatori indicano infatti una tendenza a spostarsi verso questo tipo di assetto tra la fine di marzo e la prima decade di aprile. Un quadro del genere favorisce una circolazione meno occidentale e più ondulata sul settore euro-atlantico, aumentando la probabilità di scambi meridiani e quindi di una fase primaverile più dinamica.