Non è incoraggiante la situazione meteorologica sul Giappone devastato dal terremeto (9.079 vittime accertate e 12.782 dispersi). Nei prossimi la Nazione nipponica sarà alle prese con una nuova ondata di gelo tardiva, freddo pungente e qualche nevicata fino in pianura.
Ciò che più preoccupa i giapponesi, e non solo, rimane la nube radioattiva che si è sprigionata in seguito alle esplosioni che hanno interessato i reattori della Centrale Nucleare di Fukushima. Verso dove si sposteranno le sostanze dannose per l'uomo?
Attualmente è presente un blando minimo depressionario al largo delle coste orientali del Giappone, che determina fenomeni sulle regioni centro-settentrionali, mentre la ventilazione si mantiene debole: questa situazione non permette, purtroppo, alle sostanze radioattive di essere trasportate e disperse in mare aperto.
Nel corso delle prossime ore, il progressivo spostamento del minimo depressionario verso nordest favorirà la rotazione ed il richiamo di sostenuti venti freddi settentrionali almeno sino alla giornata di Giovedì 24 Marzo; tale direzione consentirà di spingere le particelle radioattive lungo tutte le zone costiere dell’Est, quindi anche verso la città di Tokyo.
Dal pomeriggio di Sabato 26, la situazione potrebbe volgere verso un miglioramento. L'approfondimento di un centro depressionario ad Est dell'isola di Hokkaido favorirà un ulteriore intensificazione dei venti, che diverranno da O-NO e proverranno quindi dall'Oceano Pacifico, mentre persisterà comunque un clima decisamento rigido su tutto il territorio.
La nube radioattiva arriverà tra domani e dopodomani anche nei cieli europei ed italiani, ma non ci dovrebbero essere rischi e pericoli per la nostra salute. In base ai calcoli effettuati dal Servizio misure radiometriche del Dipartimento nucleare dell’Ispra, infatti, i livelli di radiazione che interesseranno l’Italia sono molto bassi, da 1.000 a 10.000 volte in meno rispetto ai valori registrati nel 1986, quando ci fu la tragedia di Chernobyl.
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