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ARTEMIS II: fumata nera, il ritorno alla Luna slitta a marzo. Ecco cosa è successo

Ufficiale il rinvio della storica missione lunare. Un problema tecnico durante l'ultimo test ferma il conto alla rovescia: l'idrogeno.
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03/02/2026 - 14:46
1 min. di lettura
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La partenza verso la Luna slitta al prossimo mese - NASA
La partenza verso la Luna slitta al prossimo mese - NASA
Bisognerà attendere ancora. Il sogno di rivedere l'Uomo in orbita attorno alla Luna, a oltre 50 anni dalla sua ultima passeggiata sulla sua superficie, subisce un ulteriore ritardo. Lo conferma la NASA stessa: la missione Artemis II, inizialmente programmata per i prossimi giorni, non partirà prima di marzo. Perché questo rinvio?
Tutto è accaduto durante il Wet Dress Rehearsal (WDR) conclusosi il 3 febbraio. Si tratta della "prova generale bagnata", l'ultimo esame cruciale in cui il colossale razzo SLS (Space Launch System) viene caricato con tonnellate di propellente super-freddo simulando un lancio reale, fermandosi però appena prima dell'accensione dei motori. I serbatoi sono stati riempiti, ma a soli  5 minuti, i sensori hanno rilevato una perdita di idrogeno liquido.
Errore umano o un guasto? L'idrogeno è l'elemento più leggero e piccolo dell'universo. Per mantenerlo liquido deve stare a -253°C. A queste temperature estreme, le guarnizioni e le connessioni metalliche subiscono contrazioni termiche violente. Basta così una fessura microscopica perché l'idrogeno trovi subito una via d'uscita. La perdita è stata localizzata nell'ombelicale del "Tail Service Mast", ovvero la struttura alla base della torre di lancio che collega le linee di rifornimento al razzo. Non potendo risolvere il problema con i serbatoi pieni e in pressione, i direttori di lancio hanno dovuto chiamare lo "SCRUB", l'annullamento del test.
Dato il rinvia alla successiva finestra di lancio l'equipaggio, composto da Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen e che era già entrato in quarantena stretta, è tornato a casa. Rientreranno in regime di quarantena circa due settimane prima della nuova data, per garantire che nessun virus terrestre venga portato nella capsula Orion.
E ora? Il razzo dovrà essere controllato e la guarnizione difettosa sostituita o sigillata. Ma non basta riparare: bisognerà ripetere il test di caricamento per dimostrare che la perdita è sparita. La finestra di lancio di febbraio è ormai chiusa e bisognerà così attendere quella di marzo 2026. Se i tecnici della NASA faranno in tempo, marzo sarà il mese della riconquista lunare. Altrimenti, si guarderà ad aprile.
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