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Artemis II: il tuffo finale verso la Terra. Splashdown atteso per stanotte

Dopo 10 giorni nello spazio, i quattro astronauti affrontano il rientro in atmosfera: una sfida da 11 km/s per testare il nuovo scudo termico della NASA.
Pubblicato da
in data
10/04/2026 - 08:26
3 min. di lettura
Livello - Per tutti
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La navicella Orion con la Luna e la Terra :NASA
La navicella Orion con la Luna e la Terra :NASA
Dopo dieci giorni che hanno riscritto la storia dell'esplorazione spaziale, la navicella Orion, ribattezzata "Integrity", sta puntando la prua verso casa. A bordo, i quattro astronauti della missione Artemis II si preparano ad affrontare la fase più critica e spettacolare del loro viaggio: un tuffo a tutta velocità negli strati della nostra atmosfera.
La sfida dello scudo termico - Durante la fase di rientro, Orion affronta le condizioni più estreme di tutto il suo viaggio, andando ben oltre quelle sperimentate dalle navicelle che rientrano dalla Stazione Spaziale Internazionale. La capsula si tufferà nell'atmosfera a una velocità che sfiorerà gli 11 km/s (circa 39.000 km/h); l'attrito generato con l'aria produrrà temperature che sfioreranno i 2.700 °C. Per resistere a questo calore, la capsula utilizza uno scudo termico ablativo, un materiale progettato per consumarsi e sfaldarsi in modo controllato, smaltendo così l'enorme carico termico.
Nella precedente missione, Artemis I, lo scudo termico era l'elemento che aveva convinto meno: le piastre del rivestimento si erano staccate in frammenti più grandi del previsto, un fenomeno definito «spalling». Sebbene lo scudo avesse mantenuto ampi margini di sicurezza, l'usura disomogenea aveva sollevato dubbi sulla sicurezza per un equipaggio umano.
Danni allo scudo nella missione Artemis I - NASA
Danni allo scudo nella missione Artemis I - NASA
Cambio di strategia: addio al "rimbalzo"- Le analisi hanno rivelato che il problema era legato alla tecnica di rientro scelta per Artemis I: la skip reentry, ovvero un rientro «a rimbalzo». In quell'occasione, la capsula non seguì una traiettoria diretta, ma "rimbalzò" sugli strati superiori dell'atmosfera prima di tuffarsi definitivamente. Sebbene servisse a ridurre le accelerazioni (G) sull'equipaggio, questa tecnica causava continui shock termici (riscaldamento, raffreddamento e nuovo riscaldamento), stressando eccessivamente il materiale dello scudo. Per Artemis II, la NASA ha deciso di adottare una traiettoria più diretta e ripida. Questo ridurrà i cicli termici a un'unica fase di riscaldamento che, seppur più intensa, risulterà meno stressante per l'integrità strutturale dello scudo. La fase critica, o meglio di calore critico, si accorcerà sensibilmente, passando dai 14 minuti di Artemis I agli 8 minuti di Artemis II.
Schema di rientro dalle missione Artemis I -NASA
Schema di rientro dalle missione Artemis I -NASA
Lo scudo termico in costruzione per Artemis II - NASA
Lo scudo termico in costruzione per Artemis II - NASA
Cronologia del Rientro (10 aprile 2026)- L'ammaraggio (splashdown) è previsto per oggi, venerdì 10 aprile 2026, intorno alle 20:07 EDT (le 02:07 di sabato 11 in Italia), nell'Oceano Pacifico.
Ore 19:37 EDT - Correzione Finale: Orion esegue l'ultima accensione dei propulsori. Subito dopo, il Modulo di Servizio viene espulso: solo la capsula abitata affronterà l'impatto con l'aria.
Ore 19:53 EDT - Entry Interface: A circa 120 km di quota, Orion colpisce l'atmosfera a velocità ipersonica. L'attrito trasforma l'energia cinetica in calore infernale.
Il Blackout delle Comunicazioni: Per circa 6 minuti, il plasma surriscaldato (fino a 2.760 °C) avvolge la capsula schermando i segnali radio. Saranno minuti di silenzio assoluto per il centro di controllo a Houston.
Ore 20:03 EDT - Apertura Paracadute: Una volta rallentata, Orion espelle la copertura superiore. A 6.700 metri si aprono i due paracadute pilota, seguiti dai tre imponenti paracadute principali a circa 1.800 metri.
Ore 20:07 EDT - Splashdown: Contatto con l'acqua al largo delle coste di San Diego.
Schema di rientro di Artemis II- NASA
Schema di rientro di Artemis II- NASA
Apertura paracadute Artemis II - NASA
Apertura paracadute Artemis II - NASA
Recupero e sfide fisiche - Ad attendere i quattro astronauti ci sarà la USS John P. Murtha. Squadre di sommozzatori e specialisti della NASA raggiungeranno la capsula in pochi minuti per assistere l'equipaggio, che dovrà affrontare il brusco ritorno alla gravità terrestre dopo aver subito una decelerazione di 3,9 G. Oltre allo scudo, la sfida finale è fisiologica: gli astronauti indossano le tute Orion Crew Survival System per contrastare l'intolleranza ortostatica (improvvisi cali di pressione), ma l'impatto con l'oceano resta l'ultimo, durissimo test fisico di questa storica missione.
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