INIZIA L'INVERNO
- Dopo quello meteorologico,
iniziato ufficialmente ad inizio dicembre, sta per iniziare anche l'inverno astronomico. Più precisamente inizierà con il verificarsi
del solstizio, ossia il momento in cui il Sole, nel suo moto apparente
lungo l'eclittica (l'eclittica è il cammino apparente che il Sole traccia
nel cielo durante l'anno), raggiunge il punto di declinazione (è quindi
l'angolo al centro sotteso da un arco di meridiano celeste compreso fra
l'equatore celeste e il parallelo passante per l'oggetto, analogo alla
latitudine terrestre) minima o massima.
PUO' AVVENIRE IL 21 O 22 DICEMBRE - Il solstizio d'inverno,
tuttavia, non cade sempre il 21 dicembre. Nel nostro emisfero, quello boreale, la declinazione
raggiunge il valore massimo positivo in corrisponda del solstizio d'estate,
mentre raggiunge il massimo negativo nel solstizio d'inverno. Tuttavia, l'orario
preciso in cui tale fenomeni si verificano ritarda di anno in anno di circa sei
ore, compensati poi con l'uso dell'anno bisestile. È per questo che il solstizio
d'inverno può cadere tra il 21 ed il 22 Dicembre. Quest'anno
il solstizio d'inverno avverrà il 21 dicembre, alle ore 11:02 italiane.
LA NOTTE PIU' LUNGA DELL'ANNO - È il giorno più corto
dell'anno o la notte più lunga. Contrariamente a quanto si pensi non è Santa
Lucia (il 13 dicembre) il giorno più corto dell'anno. In realtà in prossimità del 13 dicembre si
verifica il periodo in cui il Sole tramonta prima: per le
prime due settimane di dicembre l'orario del tramonto si mantiene quasi
costante, tra le 16.41 e le 16.42.
OCCHI AL
CIELO - Proprio nella notte più lunga dell'anno
in cielo potremo assistere a un evento di rara bellezza: la grande
congiunzione. Giove e Saturno saranno, infatti, in congiunzione e daranno vita ad
un unico punto luminoso nel cielo detto appunto Stella di Natale.
Stella di Natale torna a brillare
Data
importante per molti popoli - Il solstizio
d'inverno è una data celebrata sin dai nostri antenati: ad esempio presso le
costruzioni megalitiche di Stonehenge, in Gran Bretagna, di Newgrange, Knowth e
Dowth, in Irlanda o attorno alle incisioni rupestri di Bohuslan, in Iran, e
della Val Camonica, in Italia, questo avveniva già in epoca preistorica e
protostorica. Per molti
il solstizio d'inverno è il passaggio dalle Tenebre alla Luce: è
da questo giorno che il Sole resta progressivamente sempre più a lungo nel
cielo allungando così le nostre giornate.
Secondo
la tradizione le porte Solstiziali sono controllate dai due
Giovanni; il Battista al solstizio estivo e l'Evangelista
a quello invernale. Il solstizio stesso è chiamato "la porta", un
tempo custodita dal guardiano Giano Bifronte (con l'avvento del cristianesimo
il romano Giano dai due volti ha ceduto il posto ai due Giovanni) che è il
simbolo di una contemporanea esistenza di due dimensioni, che entrano in
contatto al momento del solstizio.
Nelle
tradizioni germanica e celtica precristiana la festa del solstizio d'inverno veniva
chiamata Yule. È diffusa (ma probabilmente errata) l'idea che essa derivi
dal norreno Hjól ("ruota"), con riferimento
al fatto che, nel solstizio d'inverno, la "ruota dell'anno si trova al suo
estremo inferiore e inizia a risalire". I linguisti suggeriscono invece
che la parola Jól sia
stata ereditata dalle lingue germaniche da un substrato linguistico
pre-indoeuropeo. Nei linguaggi scandinavi, il termine Jul ha
entrambi i significati di Yule e di Natale,
e viene talvolta usato anche per indicare altre festività di dicembre. Il
termine si è diffuso anche nelle lingue finniche (e indica il Natale), sebbene
tali lingue non siano di ceppo germanico.
Un simbolo
solstiziale è il Vischio, pianta sacra per i DRUIDI, che veniva recisa dall'albero su cui nasceva seguendo una
solenne cerimonia. La raccolta del vischio avveniva specialmente in due momenti
particolari dell'anno: a Samhain e nel Giorno di San Giovanni. Il vischio era
considerato la panacea per tutti i mali e anche oggi per molti è un simbolo
portafortuna da appendere in casa come "portafortuna" per il nuovo anno che sta
per arrivare.