Come ogni anno, ad agosto si celebra il passaggio delle Perseidi, comunemente note come le lacrime di San Lorenzo, che la Chiesa cattolica ricorda il 10 del mese. Tra le stelle cadenti più conosciute e ammirate, quest'anno dovrebbero raggiungere il loro picco di massima intensità nel periodo compreso tra l'13 e il 13 agosto. Secondo i ricercatori del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA, il picco massimo è atteso nella notte tra martedì 12 e mercoledì 13 agosto.
Ricordiamo, infatti, che lo sciame meteorico delle Perseidi è generato dai detriti della cometa periodica Swift-Tuttle. Questo fenomeno è attivo all'incirca dalla metà di luglio fino alla fine di agosto, con il picco solitamente concentrato proprio tra l'11 e il 13 del mese. Secondo l'Unione Astrofili Italiani (UAI), quest'anno le condizioni saranno particolarmente sfavorevoli: la Luna sarà in fase calante ma con luminosità ancora molto elevata. Durante il picco si possono osservare, in media, circa 100 meteore all'ora se il cielo è limpido. In condizioni ottimali questo numero può aumentare notevolmente: alcune fonti indicano che in passato si è arrivati anche fino a 150/100 meteore all'ora, sebbene tale intensità sia rara.
Ma perché le Perseidi sono associate alla figura di San Lorenzo? Secondo la tradizione cristiana, San Lorenzo, all'epoca uno dei sette diaconi della Città Eterna e appena trentaduenne, fu posto sulla graticola il 10 agosto del 258 d.C. per volere dell'imperatore Valeriano. Il suo martirio coincide proprio con il transito della Terra attraverso la nube di polveri e detriti lasciata dalla cometa Swift-Tuttle. Ecco perché la tradizione associa il suo martirio con le meteore, che nei secoli sono diventate per tutti le "lacrime di San Lorenzo" o, per altri, i "tizzoni ardenti" della "notte di San Lorenzo".
Ricordiamo che la cometa periodica 109P/Swift-Tuttle è un'enorme "palla di ghiaccio" con un diametro stimato di 26 chilometri, che torna a salutare la Terra una volta ogni 133 anni circa. Il suo ultimo passaggio si è verificato l'11 dicembre 1992, mentre il prossimo avverrà il 12 luglio 2126. Ad ogni suo passaggio, essa arricchisce e rinvigorisce la scia di frammenti che lascia nella traiettoria dell'orbita terrestre, permettendoci ogni anno di godere delle Lacrime di San Lorenzo. Il nome "Perseidi" è legato al fatto che il radiante, cioè il punto da cui sembrano originare nel cielo, si trova nei pressi della costellazione di Perseo, visibile tra Nord ed Est durante la notte nell'emisfero boreale.
Ma le stelle cadenti sono davvero stelle? No, quelle che noi chiamiamo comunemente stelle cadenti, in realtà, non sono corpi celesti che brillano di luce propria (come appunto le stelle), ma bensì meteore. Una meteora è un meteoroide (cioè un frammento di asteroide o di un altro corpo celeste) che, entrando all'interno dell'atmosfera terrestre, viene riscaldato fino all'incandescenza dalla collisione con le molecole d'aria degli strati superiori dell'atmosfera, producendo una scia luminosa; questo fenomeno prende il nome di ablazione. Quando una meteora presenta un'elevata luminosità, una scia larga e persistente, prende anche il nome di bolide. Anche se le meteore possono sembrare vicine alla Terra, in genere si manifestano nella mesosfera, a un'altitudine compresa tra 76 e 100 km.