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Cronaca Meteo - Sale il numero delle vittime per l'alluvione di Valencia causata dalla DANA ma sarebbe potuta andare molto peggio. Ecco perché

Un'analisi storica che parte dal disastro del 1957 quando si decise di deviare il corso del fiume.
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02/11/2024 - 10:01
3 min. di lettura
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Le immagini aree dell'alluvione da El Pais
Le immagini aree dell'alluvione da El Pais
Col passare delle ore si aggrava ulteriormente il bilancio della catastrofica alluvione che ha colpito la comunità Andalusa Valenciana, ad ora i morti accertati sono 205 ma ci sono ancora decine di dispersi. Gli spagnoli chiamano questa tipologia di maltempo DANA acronimo di " Depresión Aislada en Niveles Altos" in italiano depressione isolata alle quote superiori" ma in passato è stata chiamata anche "Gota Fria", letteralmente goccia fredda che più o meno ha lo stesso significato. Si tratta di una depressione caratterizzata da aria più fredda alla quota di 5000/9000m che contrasta fortemente con quella caldo umida presente al suolo invogliandola a risalire velocemente per formare grossi ammassi temporaleschi. In sole 8 ore temporali autorigeneranti hanno scaricato fino a 500mm di pioggia, corrispondenti a 500 litri di acqua per metro quadrato con le conseguenze che tutti abbiamo visto. 
Un evento simile per eccezionalità si verificò tra il 13 e il 14 ottobre del 1957. Piogge intense e persistenti scaricarono in meno di 24h fino a 350/400mm di pioggia sul bacino idrografico del fiume Turia che ruppe gli argini inondando Valencia e dintorni. Le vittime furono almeno 400 di cui 81 nella sola città. 
Il governo Franchista dell'epoca optò per una soluzione drastica al fine di scongiurare ulteriori disastri. Il 22 luglio del 1958 Il Consiglio dei Ministri approvò un progetto per spostare il corso del fiume costruendo un nuovo canale dalla periferia di Cuart de Poblet a nord di Pinedo, attraversando la Huerta de Valencia. In conseguenza di ciò il fiume non avrebbe più attraversato il centro della città ma solo toccato la zona più meridionale. I lavori iniziarono nel febbraio del 1965 e terminarono ufficialmente nel 1969 con ultimi ritocchi nel 1973. 
Il vecchio corso del fiume fu bonificato e riadattato a zona verde pubblica. Oggi il "Giardino del Turia" è uno dei parchi naturali urbani più grandi e visitati della Spagna. 
Il corso del fiume Turia prima e dopo la sua deviazione
Il corso del fiume Turia prima e dopo la sua deviazione
Il giardino del Turia occupa il vecchio corso del fiume (da wikipedia)
Il giardino del Turia occupa il vecchio corso del fiume (da wikipedia)
Da allora le cose sono cambiate, la popolazione è passata da circa 600mila abitanti a oltre 800mila. Altre tempeste si sono abbattute sull'area, tra le più intense quelle del 1982 con 8 morti, quella del 1987 con 2 morti e del 1989 con 6 morti ma mai nessuna come quella del 1957, fino al 29 ottobre scorso che purtroppo è destinata a passare alla storia. Come si può vedere dalle immagini aeree pubblicate dal giornale El Pais, le zone inondate dal Turia sono tutte quelle poste a ovest e a sud del corso deviato del fiume. Il centro della città di Valencia si è completamente salvato e con esso anche decine di migliaia di persone. Dunque una catastrofe che avrebbe potuto essere molto peggiore e che lascia aperti molti interrogativi sulle allerte date con ritardo e sui rischi idrogeologici a cui il cambiamento del corso del fiume ha esposto l'intera periferia ovest e sud della città. 
Foto aerea della zona di Valencia alla fine degli anni 50 (researchgate.net)
Foto aerea della zona di Valencia alla fine degli anni 50 (researchgate.net)
Guardate questa foto aerea della fine degli anni 50, la zona dove sarebbe stato costruito il nuovo corso del Turia era occupata prevalentemente da poderi coltivati. Una zona "sicura" in caso di esondazioni che avrebbero al più allagato campagne e terreni. Perché allora successivamente si è scelto di costruire interi quartieri di periferia in un'area a così alto rischio? Si è forse persa negli anni la memoria storica di quanto accaduto nel 1957 e delle motivazioni che hanno indotto il governo ad allontanare il fiume dalla città? Sono domande a cui non possiamo rispondere ma che dopo la recente tragedia dovranno essere in molti a porsi'
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