25 luglio 2022
ore 23:55
di Carlo Migliore
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3 minuti, 32 secondi
 Per tutti

Da diversi anni ormai la complessità climatica si avvale di nuovi strumenti di misurazione che fanno capo soprattutto alla percezione fisica. Avrete certamente sentito parlare di indice di calore, disagio fisico, temperatura apparente, raffreddamento da vento (windchill). Sono termini entrati ormai nel vocabolario comune ma circondati da non poca confusione e che spesso nascondono anche delle false verità. Visto il periodo estivo oggi parleremo delle famigerate temperature apparenti che ormai vengono date dai vari portali di meteorologia affianco a quelle reali. Le temperature apparenti vengono calcolate con una formuletta, esse tengono conto dell'aumento della percezione di caldo con l'aumento dell'umidità dell'aria. Più il caldo è afoso (umido) più il corpo umano sarà a disagio e per dare un valore a questo disagio si calcola una temperatura che è più alta di quella reale. Ma non sempre questo valore è indicativo del disagio percepito per due motivi, il primo è che il disagio fisico è del tutto personale, il secondo è che non si può paragonare il caldo afoso con il caldo torrido. Spesso anche sui termini afoso e torrido viene fatta confusione, il caldo torrido è un caldo caratterizzato da temperature molto elevate con aria secca, con una umidità relativa inferiore al 20/30%. Il caldo afoso è un tipo di caldo caratterizzato da temperature elevate con aria umida, umidità relativa generalmente superiore al 50/60%.

COME FA IL CORPO A RINFRESCARSI  - Il meccanismo principale di termoregolazione del nostro nostro corpo quando fa molto caldo è la produzione di sudore. Quando il sudore evapora dalla nostra pelle, sottrae calore al nostro corpo raffreddandolo. Più velocemente avverrà questa evaporazione, più efficace sarà il raffreddamento. Purtroppo il processo di evaporazione del sudore è legato alla quantità di umidità presente nell'aria, più l'aria è secca, più velocemente ci sarà l'evaporazione. Più l'aria è umida meno velocemente essa avverrà e per valori di umidità superiori al 70%, essa sarà praticamente impedita col sudore che resterà sulla nostra pelle appiccicato e senza alcun raffreddamento del corpo. Il disagio fisico è proprio quella sensazione legata alla difficoltà del sudore di evaporare ed esso può essere davvero opprimente in talune circostanze.

Ora, il calcolo delle temperature apparenti ci dice per esempio che con una temperatura reale di 32°C ed una umidità relativa dell' 80% il nostro corpo percepirà una temperatura apparente di 48°C al pari di una temperatura reale di 42°C ma con una umidità relativa del 25%. Le due condizioni climatiche sembrerebbero identiche ma non è assolutamente così per quel famoso discorso legato al sudore. Nel primo caso infatti il sudore non riuscirà ad evaporare dal corpo che si surriscalderà fino a rischiare un collasso, nel secondo caso invece quel 25% di umidità relativa favorirà una veloce evaporazione del sudore con un raffreddamento del corpo abbastanza rapido. Quindi molto meglio 42°C con il 25% di umidità relativa che 32°C con l'80% di umidità relativa. Per capirci meglio, se farete un bagno a mare con un clima afoso, quando uscirete dall'acqua anche in presenza di una leggera brezza, non proverete alcuna sensazione di fresco, se invece il clima sarà torrido, uscendo dall'acqua potrete persino sentire freddo.

Per questa ragione il modo più corretto di valutare il disagio corporeo legato alle diverse condizioni climatiche è utilizzare l'indice di Charlau che non da "i numeri" ma mostra solo dei campi di percezione.

La comprensione di questo grafico è abbastanza veloce e ci fa capire che è possibile provare un intenso disagio fisico anche con temperature non particolarmente elevate, ad esempio di 26/27°C in presenza di umidità relative intorno all'80/90%. L'indice di Scharlau può essere un valido aiuto anche per calcolare le condizioni di benessere in casa con l'utilizzo dei climatizzatori. Basta mantenersi all'interno del campo verde. Quindi se in casa avete ad esempio una temperatura di 30°C con un'umidità relativa del 60% (alto disagio fisico), per ottenere il benessere basterà far scendere la temperatura fino a 27°C ( solo 3°C) e portare l'umidità al 40%, anche con il solo ausilio della funzione di deumidificazione.


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