Meteo - Conto alla rovescia per il ritorno di pioggia, neve e vento sull'Italia
La stasi anticiclonica che ci accompagnerà per una buona metà della prossima settimana, si interromperà bruscamente subito dopo il Giovedì Grasso per l'arrivo di una serie di perturbazioni di matrice atlantica. Questi fronti saranno pilotati sull'Italia da una profonda depressione che si sposterà gradualmente dall'Europa occidentale a quella nord orientale coinvolgendo pressoché tutte le Nazioni. Nei precedenti aggiornamenti con l'ausilio delle analisi probabilistiche avevamo identificato il periodo del cambiamento con la seconda decade del mese di febbraio e gli ultimi dati confermano quanto detto. E' dunque ufficiale, pioggia e neve torneranno sull'Italia e saranno accompagnati anche da venti piuttosto forti perchè la saccatura sarà molto estesa. Ora non ci resta che capire meglio le modalità di questo cambiamento e quali saranno le zone più esposte ma soprattutto come varierà il quadro termico.
Meteo - Sinottica 9-11 febbraio, tendenza
Iniziamo subito dalle zone che potranno risentire maggiormente delle precipitazioni. Data la natura delle correnti che saranno per lo più sud occidentali, le regioni più coinvolte saranno quelle settentrionali e quelle tirreniche. Dovrebbero restare più protette dalla barriera appenninica le regioni adriatiche mentre l'estremo Sud potrebbe vedere meno fenomeni perchè più distante geograficamente dal centro della saccatura. Ad oggi sembra che gli impulsi perturbati potrebbero essere almeno tre e interessare in successione l'Italia nel corso delle giornate del 10-11-12 forse anche l'ultimo di Carnevale, il Martedì Grasso, con un incipit già per la fine della giornata del 9. Le tempistiche sono assolutamente orientative perchè siamo ancora a grande distanza dagli eventi, parliamo di una settimana o più.
Dal punto di vista termico, un calo della temperatura ci sarà ma sarà significativo soprattutto in quota, la zona che ha visto le anomalie maggiori in questa fase anticiclonica e almeno in una prima fase prevalentemente sulle Alpi. Dovrebbero essere infatti proprio i rilievi alpini a rivedere la neve, anche in forma abbondante mentre per l'Appennino, dato che il libeccio è notoriamente mite, la neve potrebbe cadere solo alle quote più elevate.
Un accenno anche ai venti che potrebbero risultare forti. Le previsioni deterministiche già mostrano la possibilità di poter avere raffiche fino a 70/80km/h sulle regioni tirreniche.
Infine e non meno importante il miglioramento della qualità dell'aria sulla Val Padana con una drastica diminuzione della concentrazione di inquinanti.