Gli ultimi aggiornamenti delle proiezioni a medio-lungo termine tra la seconda metà di marzo e i primi giorni di aprile suggeriscono una presenza meno persistente delle alte pressioni sul Mediterraneo, che potrebbe rimanere più frequentemente esposto a correnti instabili.
Le simulazioni mostrano infatti una tendenza a mantenere anomalie di pressione positive tra l'Atlantico settentrionale e il nord Europa, con i massimi anticiclonici più spesso posizionati tra le Isole Britanniche e la Scandinavia.
In una configurazione di questo tipo il flusso perturbato atlantico non attraversa direttamente l'Europa centrale ma tende a scivolare più a sud, coinvolgendo con maggiore frequenza il Mediterraneo. Si tratta di uno schema piuttosto tipico delle primavere dinamiche, con il nord Europa più stabile e mite, mentre l'Europa meridionale rimane più esposta a passaggi instabili.
Tra fine marzo e inizio aprile alcune simulazioni mostrano inoltre una possibile ondulazione più marcata della corrente a getto, con una saccatura diretta verso l'Europa occidentale e il Mediterraneo centrale. In questo scenario anche l'Italia potrebbe sperimentare fasi più fresche e piovose, con precipitazioni localmente superiori alla media e temperature temporaneamente inferiori ai valori stagionali.
Si tratta naturalmente di tendenze su scala emisferica e quindi suscettibili di variazioni nei prossimi aggiornamenti. Nel complesso il quadro suggerisce un avvio di primavera piuttosto dinamico sul Mediterraneo, mentre le condizioni più stabili potrebbero concentrarsi alle latitudini più settentrionali dell'Europa.