Un'ondata di freddo intenso interessa in questi giorni gran parte dell'Europa, specie centro-settentrionale, con temperature minime diffusamente sotto lo zero e nevicate fino in pianura in diverse aree. In Scandinavia si scende sotto i -30 °C, con valori che hanno raggiunto i -40 °C in Svezia; tra Regno Unito, Francia ed Europa centrale le minime si collocano spesso tra -5 e -10 °C, mentre nelle vallate alpine si toccano i -20 °C, con -15 °C a Salisburgo. La neve cade dalla Normandia a Parigi, con accumuli significativi ad Amburgo in Germania. Neve a Madrid e sulle coste atlantiche.
Alla base dell'attuale fase invernale c'è un blocco anticiclonico sulla Groenlandia. Questa struttura che porta masse d'aria calde in Groenlandia, agisce come una diga, rallentando il flusso atlantico e costringendo le masse d'aria fredda di origine artica e continentale a scendere di latitudine. L'aria gelida si incanala così verso l'Europa, seguendo un asse che dalla Scandinavia si estende verso Germania e Francia e centro nord Italia.
Quando l'aria gelida scende verso sud e incontra sistemi depressionari più umidi, le condizioni diventano favorevoli alle precipitazioni nevose. il Mediterraneo funge da linea di separazione tra masse d'aria molto diverse: la neve cade a bassa quota e anche lungo le coste al Centro mentre un clima decisamente più mite, in via di risoluzione, si ha al Sud Italia.
La presenza di un blocco anticiclonico rende questa configurazione poco mobile. Finché la struttura anticiclonica sul nord atlantico resta attiva, il freddo continua a essere alimentato verso l'Europa. Questo significa che la fase invernale non si esaurisce in pochi giorni, ma tende a protrarsi nel tempo.
Almeno fino al 12-13 gennaio le masse d'aria fredda continueranno ad albergare sull'Europa, estendendosi anche verso i Balcani e l'Europa orientale, dove il gelo più intenso tenderà a concentrarsi nella seconda parte del mese. In parte anche la nostra Penisola risentirà della circolazione invernale, prima di un allentamento del freddo. Le configurazioni di blocco non favoriscono cambiamenti rapidi, ma prolungano nel tempo le stesse condizioni atmosferiche.