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Meteo. Gennaio, dopo il freddo artico il tempo resta dinamico, la tendenza

Analizziamo i modelli a lungo termine.
Pubblicato da
in data
06/01/2026 - 07:30
1 min. di lettura
Livello - Per tutti
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anomalie pressione
anomalie pressione
5-12 gennaio. Con l'avvio del nuovo anno l'Europa è entrata in una fase pienamente invernale. Un vasto afflusso di aria molto fredda di origine artica ha raggiunto il continente, con temperature ben al di sotto delle medie stagionali su ampie aree, in particolare su Scandinavia, Europa centrale ed Europa orientale. Si tratta di una configurazione ampia, che coinvolge l'intera circolazione atmosferica europea. In questo contesto il freddo tende a persistere e, nel corso della settimana, a scendere progressivamente verso sud. Le masse d'aria fredda raggiungono anche il Mediterraneo, dove convergono con correnti di diversa origine. Ne deriva una fase più perturbata, con precipitazioni sopra la media, anche sull'Italia. In questo contesto non mancano nevicate fino a quote basse, soprattutto al Centro-Sud.Le temperature in Italia risultano sotto la media al Centro-Sud, mentre si mantengono in media o localmente sopra la media sulle regioni meridionali e su parte del Mediterraneo orientale.
12-19 gennaio. I principali modelli numerici concordano su un cambio di circolazione, che diventa più Atlantica, ma con un fronte polare posizionato su latitudini relativamente basse mentre aumenta la pressione tra Baltico e Scandinavia. Il freddo più intenso resta confinato tra Nord ed Est Europa mentre sull'Europa centro-occidentale prevale un flusso oceanico più teso. Di conseguenza, le temperature risultano meno rigide rispetto alla settimana precedente, pur mantenendo caratteristiche invernali. Le perturbazioni scorrono più rapidamente lungo il continente, con contrasti termici ancora presenti e condizioni spesso variabili, soprattutto tra Europa occidentale e Mediterraneo, dove i sistemi perturbati riescono più facilmente a penetrare.
19-25 gennaio. Nella terza settimana il canale atlantico rimane aperto sull'Europa e continua a interessare anche il bacino del Mediterraneo. Le precipitazioni risultano superiori alla media su parte dell'Europa centro-occidentale e anche sull'Italia. In questo contesto le temperature tendono a portarsi su valori mediamente superiori alla norma, segnando una fase meno fredda rispetto all'inizio del mese, pur in un contesto ancora dinamico e variabile.
Questa evoluzione descrive una tendenza media e probabilistica: tempi, intensità e distribuzione degli effetti restano soggetti a variazioni, soprattutto nella terza settimana.
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