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Meteo. La primavera rompe il Vortice Polare, ecco cosa è, perchè avviene e conseguenze

Pubblicato da
in data
11/03/2025 - 20:05
2 min. di lettura
Livello - Per tutti
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vortice polare
vortice polare
Il Vortice Polare è una vasta area di bassa pressione che si forma nella stratosfera sopra il Polo Nord durante l'inverno. È mantenuto da forti venti occidentali che lo avvolgono e confinano l'aria fredda. Con l'arrivo della primavera, l'aumento della radiazione solare lo indebolisce progressivamente, fino al suo collasso definitivo attraverso un riscaldamento stratosferico che, essendo l'ultimo di stagione e avvenire in primavera, va sotto il nome di Final Warming.
Questo evento di Final Warming, quest'anno il secondo più precoce dal marzo 2016, segna la fine dell'inverno nella stratosfera. Il vortice si riformerà poi in autunno. La rottura del Vortice Polare è un processo naturale che avviene ogni anno con l'arrivo della primavera. Questo cambiamento può influenzare la circolazione atmosferica nei bassi strati, ma non necessariamente ha effetti diretti sul tempo in Europa. Quando il vortice si dissolve, la pressione atmosferica può aumentare sulla Groenlandia, modificando il flusso delle perturbazioni. Inoltre, il rimescolamento dell'aria stratosferica può influenzare la concentrazione di ozono, favorendone una diversa distribuzione. 
Il Final Warming porta ondate di freddo? Non sempre è vero; la rottura del Vortice Polare non significa automaticamente che arriveranno ondate di freddo sull'Italia. A seconda della dinamica con cui avviene, può favorire discese di aria fredda verso alcune aree, ma altre volte non ha particolari effetti sulle temperature. Tutto dipende dalla posizione delle alte e basse pressioni nelle medie latitudini.
In che modo il Final Warming del 2025 influenzerà la circolazione atmosferica? Andrà nell'immediato a modificare il flusso delle correnti e favorendo un maggiore scambio di masse d'aria tra nord e sud. Questo porterà a un'alternanza di condizioni meteo marcate nella settimana 10-17 marzo. L'aria fredda si concentrerà soprattutto sull'Europa centro-occidentale, ma rimarrà per lo più confinata a nord delle Alpi ed interessare in parte l'Italia. Nel frattempo, masse d'aria più calda e umida risaliranno dal Mediterraneo verso il Nord Europa.
L'Italia si troverà in una posizione intermedia tra questi due flussi nella settimana 10-17 marzo, con il rischio di ondate di maltempo piuttosto che di un vero e proprio raffreddamento. Tuttavia, gli effetti del Final Warming potrebbero manifestarsi in modo graduale e a più riprese nelle  settimane successive ma con effetti ancora non del tutto noti.
le onde lunghe esasperano gli scambi di calore
le onde lunghe esasperano gli scambi di calore
 La rottura del Vortice Polare in primavera è un fenomeno naturale che segna la fine dell'inverno in stratosfera. Tuttavia, non ci sono segnali chiari di ondate di freddo importanti per l'Italia, al netto di infiltrazioni fredde.
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