Il protagonista di queste ore su tutto l'arco alpino non è una nuova perturbazione foriera di nevicate, ma il rialzo termico. Il tempo mite e l'irradiazione solare stanno trasformando rapidamente il manto nevoso, portandolo in piena configurazione primaverile.
Il bollettino AINEVA indica che il grado di pericolo è 3 - marcato su gran parte delle Alpi, con punte di 4 - forte in alcuni settori dell'Alto Adige. Più contenuto (2 - moderato, localmente 1) solo su parte delle Prealpi lombarde e occidentali.
I problemi principali sono due.
Da un lato gli accumuli di neve ventata, formatisi nei giorni scorsi con vento forte: sono ancora instabili, soprattutto vicino alle creste, nelle conche e nei canaloni, e possono cedere già al passaggio di una singola persona, in particolare sopra il limite del bosco. In diversi settori persistono anche strati deboli nella neve vecchia, difficili da individuare e capaci di generare distacchi anche di dimensioni medio-grandi.
Dall'altro lato, con il caldo, cresce rapidamente il rischio di valanghe umide e bagnate, soprattutto sui pendii soleggiati e alle quote di bassa e media montagna. Sotto i 2200-2600 metri il manto tende a inumidirsi già dalla mattina e nel pomeriggio sono possibili anche valanghe di fondo o per scivolamento sui prati ripidi.
In queste condizioni la gestione dell'orario diventa fondamentale: partire presto e rientrare altrettanto presto non è un consiglio, ma una necessità.