Meteo. Siccità quasi eccezionale, decisivi i mesi di aprile e maggio. Fiumi ai minimi storici. Alcuni dati
Peggiorano di settimana in settimana le conseguenze della diffusa mancanza di pioggia che caratterizza soprattutto il Nord-Italia da ormai diversi mesi. Si aprono spiragli con l'arrivo di Aprile.
Prosegue senza sosta il periodo siccitoso al Nord-Italia
Prosegue la lunga siccità sul Nord-Italia (e parte del Centro). Nel periodo settembre 2021-marzo 2022 si stima circa il 50-90% di deficit pluviometrico sulle regioni settentrionali, a seconda delle zone. Mancano all'appello tra i 200 mm e i 400 mm, una cifra considerevole (dati CNR). Ne consegue anche una massiccia mancanza di neve sulle Alpi, essenziale per gli approvvigionamenti primaverili a seguito della sua fusione con l'avanzare della stagione. Il tema 'acqua' acquista proprio oggi - 22 marzo - una grande risonanza: la Giornata Mondiale dell'Acqua punta a sensibilizzare a livello generale sulla preziosità del cosiddetto 'oro bianco'.
Anomalia di precipitazione nel periodo settembre 2021 - marzo 2022. Fonte CNR
Si tratta di una siccità eccezionale? No. Dal punto di vista prettamente pluviometrico, nell'ultimo secolo non sono mancati periodi invernali come quello appena trascorso. Per quanto riguarda la Valpadana si può però affermare che la siccità attuale rientra tra le dieci più importanti dell'ultimo secolo; ciò che invece rende il contesto eccezionale - questo si - è il connubio tra mancanza di precipitazioni e temperature elevate. In altre parole: i periodi invernali siccitosi del passato si sono sempre verificati in concomitanza a scenari termici ben più freddi rispetto a quello attuale. Quest'anno invece la stagione invernale ha fatto balzare agli occhi temperature decisamente sopra la media, talvolta anche record.
Grafico che mette in evidenza la relazione tra temperatura media e precipitazioni medie delle stagioni invernali a Sud delle Alpi. Fonte: www.meteosvizzera.admin.ch
I livelli dei fiumi, Po in primis, sono ai minimi termini. Quello dei laghi è in parte modulato dalla gestione delle dighe, che in questo momento vengono tenute forzatamente chiuse per non compromettere la navigabilità dei laghi stessi. Di acqua, insomma, ce n'è davvero poca anche se fino ad ora - per quanto complicata - la situazione è apparsa comunque gestibile seppur con difficoltà. L'ago della bilancia in questi casi è rappresentato dai mesi di aprile e maggio, durante i quali si ha la classica impennata del fabbisogno idrico. Nulla a che vedere con l'inverno, in pratica. Va da sè che l'eventuale perdurare anche per i prossimi mesi di questa siccità porterebbe conseguenze nefaste, ben più di quelle finora osservabili.
Immagine satellitare di marzo 2022
Immagine satellitare di marzo 2021
Cosa attenderci per le prossime settimane? Tradizionalmente il passaggio stagionale inverno-primavera comporta nuovi assetti della circolazione generale atmosferica, il che sarebbe un toccasana per il nostro scenario attuale privo di piogge. D'altro canto una previsione realmente attendibile non è possibile farla: i fattori di incertezza rimangono troppi. Non resta che verificare se l'effettivo cambio di circolazione atteso sull'Europa a partire dal mese di Aprile riuscirà ad aprire nuovamente la cosiddetta 'porta atlantica', l'unica reale soluzione per il transito di sistemi perturbati robusti ed estesi su gran parte del Centronord italiano.
Nei seguenti video la secca del Po a Mezzana Bigli (PV) al confine tra Piemonte e Lombardia: