Quando si parla di riscaldamento stratosferico o stratwarming, l'immaginario collettivo si concentra subito sul possibile freddo in arrivo e sui grandi eventi meteo che hanno segnato alcuni inverni, come quello del 1985. La realtà però è molto più complessa; non tutti i riscaldamenti sono uguali e soprattutto non producono gli stessi effetti. Alcuni possono indebolire profondamente il vortice polare per settimane. Altri, invece, lo disturbano appena e vengono rapidamente riassorbiti dalla dinamica atmosferica. L'episodio che stiamo osservando in questi giorni appartiene proprio a questa seconda categoria.
Siamo infatti di fronte a un Canadian Warming, un riscaldamento stratosferico precoce e asimmetrico che si manifesta tipicamente tra novembre e l'inizio di dicembre, con un'anomalia calda concentrata sul settore canadese della stratosfera e un vortice polare spinto lateralmente verso la Siberia.
A differenza dei grandi riscaldamenti di metà inverno, un Canadian Warming non interrompe il vortice polare in modo duraturo. La ragione sta in una dinamica meno nota ma decisiva: la riflessione delle onde planetarie. Quando le onde atmosferiche generate nella troposfera salgono verso l'alto, possono incontrare una fascia di venti così forti da impedirne la propagazione verticale. In queste condizioni l'onda viene respinta verso il basso.
Durante un evento riflettente i venti zonali possono scendere fino a zero o invertire temporaneamente il segno, ma si tratta di un indebolimento superficiale. L'onda non viene assorbita dal vortice e dopo questo breve disturbo la circolazione si ricompatta rapidamente. Il vortice polare non entra quindi in una fase di indebolimento profondo e duraturo come accade negli stratwarming major.
vento zonale in stratosfera
Quali conseguenze possiamo aspettarci? È importante distinguere ciò che la fisica consente di affermare con certezza da ciò che appartiene alla variabilità caotica dell'atmosfera. La riflessione è un fenomeno nella stratosfera, ma gli effetti al suolo non seguono un percorso lineare. L'onda riflessa rientra nella troposfera e interagisce con la corrente a getto e con la normale variabilità del sistema. Per questa ragione non è possibile dedurre automaticamente cosa avverrà nei giorni successivi.
Esistono però alcune tendenze ricorrenti. In media, gli eventi riflettenti si associano a un promontorio più robusto sull'Alaska e a discese gelide tra Canada orientale e Stati Uniti, mentre sull'Atlantico prevale una fase più zonale, con correnti occidentali più intense e meno spazio alle grandi ondulazioni che portano aria fredda verso l'Europa.
Resta tuttavia di base un vortice polare debole rispetto alle passate stagioni. Il vortice polare quest'anno è partito debole, dislocato e sensibile ai forcing troposferici. Il Canadian Warming è solo un disturbo precoce che viene assorbito.