Il Vortice Polare ha ormai iniziato il suo naturale declino verso l'estate. Si tratta di un cambiamento lento con la grande trottola d'aria fredda sopra il Polo Nord che perder forza e compattezza, avviandosi verso la sua consueta scomparsa stagionale.
Questo fenomeno è il cosiddetto Final Warming, ovvero l'ultimo riscaldamento della stratosfera. Avviene tutti gli anni con la ripresa della lue solare sul Polo. In questa fase, la struttura del vortice si indebolisce a tal punto da non riuscire più a sostenere quel nastro di venti veloci che solitamente scorre attorno al Polo.
Quello che succede a grandi altezze, però, non rimane isolato. Il cambiamento si sposta verso il basso fino a influenzare la troposfera, e questo segnale sta iniziando a comparire anche nelle previsioni dei modelli.
In questo scenario, dopo il 20 aprile, l'anticiclone potrebbe spingersi verso nord, tra Groenlandia e Islanda. Quando accade, masse d'aria più fresche tendono a scendere verso sud, riportando maggiore dinamicità e possibili fasi instabili con temperature in calo.
Ma non è il Final Warming a creare direttamente questi blocchi. Piuttosto, ne modifica il contesto dinamico; indebolendo il vortice polare e riducendo la forza del flusso zonale, l'atmosfera perde parte dei vincoli tipici dell'inverno. Il getto diventa più ondulato, meno teso, e aumentano così le probabilità che si instaurino configurazioni di blocco.