Meteo Sicilia - Maltempo estremo sui settori ionici: rischio nubifragi, venti di burrasca e intense mareggiate. Neve copiosa sull'Etna
E' ormai imminente la fase clou del maltempo in Sicilia: cause, possibili criticità e dettagli.
Pubblicato da
Andrea Bonina
in data
20/01/2026 - 00:01
3 min. di lettura
Livello - Per tutti
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Maltempo in Sicilia
Nella giornata di martedì 20 gennaio la fase di spiccato maltempo alimentata dal ciclone Harry raggiungerà l'apice in Sicilia. L'atteso peggioramento delle condizioni meteorologiche si tradurrà in precipitazioni abbondanti e a frequente regime di nubifragio, venti di burrasca forte o tempesta e intense mareggiate su Siracusano, Catanese e Messinese ionico.
Meteo martedì
FOCUS PIOGGE - La profonda circolazione depressionaria che trae origine dalle aree interne dell'Algeria e della Tunisia, alimentata da masse d'aria ricche di vapore acqueo in afflusso dallo Ionio, darà luogo a precipitazioni intense e persistenti sui settori orientali. I massimi effetti del maltempo sono attesi alle pendici dell'Etna e - sebbene in misura più ridotta - lungo la dorsale dei Peloritani. Alla componente dinamica si sommerà lo «stau»: le impetuose correnti ioniche impatteranno sui rilievi e saranno costrette a risalirne bruscamente i pendii fino a condensazione, alimentando rovesci di lunga durata e di forte intensità.
Le simulazioni dei modelli numerici ad alta risoluzione evidenziano un'elevata probabilità di apporti pluviometrici di entità straordinaria sull'area etnea, nell'ordine dei 300-500mm/48h lungo la fascia collinare e montuosa che da Nicolosi si estende a Zafferana Etnea, Milo, Giarre e Linguaglossa; saranno possibili picchi persino superiori (oltre 500-700mm/48h!) tra la Valle del Bove e le medie e alte quote del vulcano.
Precipitazioni attese in Sicilia tra il 19 e il 20 gennaio
In un contesto molto ventoso, piogge e temporali coinvolgeranno a più riprese anche la città di Catania e la fascia costiera, specie nel pomeriggio-sera di martedì, ma con maggiore intermittenza e cumulate complessive di entità inferiore. Particolarmente coinvolte anche le province di Siracusa, Ragusa ed Enna. Fenomenologia decrescente sulle aree occidentali e tirreniche dell'Isola, generalmente meno esposte agli effetti del flusso ionico e ai fenomeni più intensi.
NEVE COPIOSA SULL'ETNA - Nelle fasi salienti della perturbazione il limite delle nevicate oscillerà prevalentemente tra i 1600 e i 1900m di quota. A partire dalla base degli impianti sciistici etnei (Rifugio Sapienza, Monte Conca-Piano Provenzana) sono attese dunque precipitazioni nevose 'pesanti' (neve a tratti bagnata) e a carattere di bufera con depositi al suolo fortemente ventati. Alle alte quote del vulcano potrebbero cadere fino a 2-3 metri di neve.
VENTI - Il rapido calo della pressione atmosferica legato all'approfondimento della circolazione depressionaria di matrice afro-mediterranea e il marcato gradiente barico tra lo Ionio e l'anticiclone di blocco presente sull'Europa orientale determineranno un deciso rinforzo della ventilazione. Nelle prossime ore i venti di Levante e Scirocco sferzeranno impetuosamente l'Isolacon intensità variabile tra la burrasca forte e la tempesta: sono attese raffiche mediamente comprese tra 70 e 110 km/h, con picchi localmente superiori sull'Etna, sui crinali dei Peloritani e dei Nebrodi e allo sbocco delle valli.
Mari e venti Sicilia: grosso lo Ionio con altezza d'onda fino a 7-8m nel pomeriggio di martedì 20 gennaio
MAREGGIATE - La tempesta di Scirocco e Levante con un ampio «fetch» alimenterà mareggiate che potrebbero assumere connotati di eccezionalità sulle coste ioniche siciliane. Nella giornata di martedì, in particolare, sono attese condizioni di mare grosso, con i massimi nel tratto costiero compreso tra il Catanese e l'alto Siracusano. All'apice dell'evento, l'altezza d'onda si attesterà nell'ordine dei 7-8 metri; le onde lunghe (periodo intorno ai 10 secondi) ed estremamente energetiche potrebbero raggiungere picchi massimi di 12-14 metri sullo Ionio a largo. Condizioni meteo-marine avverse sono attese anche nel Canale di Sicilia (da agitato a grosso) e nel Tirreno con interruzione dei collegamenti marittimi con le isole minori.