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Missioni Artemis: l'Italia protagonista della più grande coalizione spaziale di sempre

Non solo NASA: dai moduli abitativi al Lunar Gateway, l'industria italiana è il cuore pulsante che permetterà all'umanità di restare sulla Luna..
Pubblicato da
in data
03/04/2026 - 10:13
2 min. di lettura
Livello - Per tutti
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La targhetta depositata durante la missione Apollo 11
La targhetta depositata durante la missione Apollo 11
Forse non tutti lo ricorderanno, ma il 20 luglio del 1969 i primi astronauti che scesero sulla superficie lunare, durante la storica missione Apollo 11, lasciarono una bellissima targa commemorativa che recitava: "Qui, uomini provenienti dal pianeta Terra hanno posato piede sulla Luna per la prima volta, luglio 1969 d.C. Siamo venuti in pace per tutta l'umanità". 
Tuttavia, la storia ci insegna che il programma Apollo, pur essendo un'impresa grandiosa per l'umanità, fu soprattutto la vittoria di una nazione: gli Stati Uniti d'America. Eravamo in piena Guerra Fredda e per l'America ciò che contava veramente era piantare la bandiera a stelle e strisce prima dell'Unione Sovietica. Quel risultato fu il frutto del più grande sforzo industriale ed economico di un solo grande Paese. 
Se quella fu appunto l'impresa degli USA, la missione Artemis rappresenta l'esatto opposto: la più grande coalizione spaziale mai vista, che vede in prima fila non solo gli USA, ma anche l'Europa e il nostro Paese.
Non più soli: gli Accordi Artemis - A differenza degli anni '60, la NASA oggi agisce come capofila di una rete che coinvolge l'ESA (Europa), la JAXA (Giappone), la CSA (Canada) e numerose nazioni firmatarie degli Artemis Accords. L'obiettivo non è più la supremazia politica, ma la creazione di uno standard comune per l'esplorazione pacifica e sostenibile dello spazio. 
L'Europa gioca un ruolo da protagonista - Il contributo europeo non è marginale, ma primario e vitale. Basti pensare che senza l'apporto dell'Europa la capsula Orion (il veicolo che trasporta gli astronauti) non potrebbe né muoversi né sopravvivere. Al suo interno batte infatti il cuore dell'ESM (European Service Module): il "pacchetto di servizio" posizionato sotto la capsula. Costruito dall'ESA, fornisce propulsione, energia elettrica tramite pannelli solari, acqua e ossigeno. È, di fatto, il modulo che permette alla navetta di viaggiare nel vuoto cosmico.
La capsula Orion in fase di montaggio
La capsula Orion in fase di montaggio
C'è e ci sarà tanto di Italia nelle missioni Artemis - In questo scenario internazionale, l'Italia occupa un posto d'onore grazie all'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e alla nostra industria d'eccellenza (con Thales Alenia Space in prima fila). Siamo, in particolar modo, i "costruttori di case" nello spazio. Nello specifico, stiamo lavorando al Lunar Gateway, realizzando parti fondamentali della stazione che orbiterà intorno alla Luna: il modulo I-Hab (l'alloggio degli astronauti) e Esprit (il sistema di rifornimento e comunicazione) parlano italiano. Contemporaneamente, si lavora anche sui moduli abitativi di superficie. L'Italia è stata scelta per progettare i primi moduli che verranno installati direttamente sul suolo lunare. Grazie all'esperienza accumulata con la Stazione Spaziale Internazionale (dove gran parte del volume abitabile è Made in Italy), siamo leader mondiali nella creazione di ambienti pressurizzati capaci di proteggere la vita in condizioni estreme.
Thales Alenia Space un'eccellenza tutta italiana
Thales Alenia Space un'eccellenza tutta italiana
Perché la NASA non opera più da sola?  - Questa intensa collaborazione internazionale non serve solo a dividere i costi (che sono immensi), ma a rendere il progetto irreversibile. Se negli anni '70 bastò una decisione politica di un singolo governo per cancellare le missioni Apollo 18, 19 e 20, oggi Artemis è un mosaico di impegni globali. In questo grande mosaico, la nostra Italia gioca un ruolo fondamentale tanto quanto l'America e l'Unione Europea. 
Se tra qualche decennio, guardando la Luna, magari con un telescopio, vedremo delle luci e delle abitazioni, ricordiamoci che il merito sarà anche della nostra eccellenza italiana!
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