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NEVE CHIMICA A VIENNA: imbiancato il Centro 'grazie' all'inquinamento

Fino a 3-4 cm nel centro città
Pubblicato da
in data
22/12/2016 - 10:08
1 min. di lettura
Livello - Per tutti
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NEVE CHIMICA A VIENNA - E' successo martedì: nonostante la presenza dell'anticiclone su Vienna è nevicato e neanche poco! In città gravavano nebbie e nubi basse da inversione termica e con temperature abbondantemente sottozero, fino a -3°C. Improvvisamente è iniziata una nevicata che è durata ben 24 ore: ma non si è trattata della classica neve da perturbazione, bensì della cosiddetta neve chimica, ovvero innescata dall'inquinamento che funge da nuclei di condensazione per la formazione del fiocco di neve, favorita all'interno della nebbia grazie alla presenza di elevata umidità. In questo caso l'inquinamento è stato 'fornito' con tutta probabilità da inceneritore e centrale termo-elettrica presenti in loco. 
Le nevicate 'chimiche' risultano molto localizzate come di fatto è avvenuto, con accumuli maggiori che hanno interessato proprio il centro di Vienna, dove si sono registrati fino a 3-4cm! Di solito questi eventi si registrano sulla Valpadana, area altamente inquinata, proprio come è avvenuto domenica scorsa. Estremamente raro invece che accada sulle aree alpine, in particolare la zona di Vienna solitamente più ventilata. Eloquenti le foto a corredo dell'articolo, scattate da Michele Salmi.
NEVE CHIMICA, ALTRE NOTE -  Si tratta di una nevicata indotta non dalla presenza di nuvolosità, ma dall'interazione tra l'alta umidità dell'aria unita alle sostanze chimiche/inquinanti emesse dalle fabbriche, che in condizioni anticicloniche come quella attuale ristagnano nei bassi strati aumentandone la concentrazione. I pulviscoli emessi dalla combustione industriale fungono di fatto da nuclei di condensazione, arricchendosi di umidità fino a costituire i 'semi' della precipitazione; la presenza di temperature anche abbondantemente sottozero favorisce poi la caduta di fiocchi di neve. Non a caso gli eventi di neve chimica più significativi si riscontrano in genere in aree altamente industrializzate, come di fatto è appena avvenuto. Nei primi anni 90, caratterizzati da lunghi periodi anticiclonici, ci furono non pochi casi di neve chimica sulla Valpadana, con accumuli anche di 4-5cm. Da non confondersi invece con la GALAVERNA, costituita da estesi depositi di ghiaccio/brina indotti dal congelamento della nebbia. 
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