NEVE CHIMICA IN VALPADANA - Nella giornata di domenica in diverse zone della Valpadana dove persisteva nebbia diffusa con temperature anche abbondantemente sottozero ( -3/-4°C ), sono state segnalate cadute della cosiddetta neve chimica. E' successo nel milanese ( in particolare zona Magenta ), nel veronese e nell'astigiano. In diversi casi si sono avute delle vere e proprie imbiancate, seguite da un lieve rialzo della nebbia in nubi basse.
Ma che cosa è la NEVE CHIMICA? Si tratta di una nevicata indotta non dalla presenza di nuvolosità, ma dall'interazione tra l'alta umidità dell'aria unita alle sostanze chimiche/inquinanti emesse dalle fabbriche, che in condizioni anticicloniche come quella attuale ristagnano nei bassi strati aumentandone la concentrazione. I pulviscoli emessi dalla combustione industriale fungono di fatto da nuclei di condensazione, arricchendosi di umidità fino a costituire i 'semi' della precipitazione; la presenza di temperature anche abbondantemente sottozero favorisce poi la caduta di fiocchi di neve. Non a caso gli eventi di neve chimica più significativi si riscontrano in genere in aree altamente industrializzate, come di fatto è appena avvenuto. Nei primi anni 90, caratterizzati da lunghi periodi anticiclonici, ci furono non pochi casi di neve chimica sulla Valpadana, con accumuli anche di 4-5cm. Da non confondersi invece con la GALAVERNA, costituita da estesi depositi di ghiaccio/brina indotti dal congelamento della nebbia.
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