DOPO LA BEFANA LA SECONDA PERTURBAZIONE DELL'ANNO. Un primo tentativo di indebolimento dell'anticiclone ad opera di una perturbazione atlantica avverrà nella giornata di mercoledì, ma si tratterà di un passaggio molto modesto seguito da un pronto recupero dell'alta pressione. Un nuovo affondo atlantico potrebbe invece manifestarsi subito dopo l'Epifania, a partire da sabato 7 ma soprattutto domenica 8 gennaio. La distanza temporale non ci permette ancora di definire nel dettaglio gli effetti della seconda perturbazione del 2023, ma con i dati disponibili oggi non si esclude che possa essere un po' più incisiva della precedente.
Sabato 7 l'anticiclone dovrebbe cominciare ad indebolirsi parzialmente, mentre sul nord Atlantico sembrerebbe approfondirsi un vortice collegato ad una perturbazione responsabile di un peggioramento su Francia e Penisola Iberica. Sull'Italia correnti umide meridionali che ne precederebbero l'avanzata provocherebbero addensamenti e qualche piovasco sulle regioni tirreniche centro-settentrionali e sulla Liguria, mentre altrove il tempo si manterrebbe stabile.
Domenica 8 la perturbazione potrebbe affondare con maggior decisione sul Mediterraneo centrale, approfittando di una parziale ritirata dell'anticiclone. Le zone inizialmente coinvolte sarebbero le regioni settentrionali e la Sardegna con piogge e rovesci sparsi in marcia da ovest ad est, qualche nevicata sulle Alpi ed un certo calo termico. Difficile però ad oggi dire quale sarà l'intensità dei fenomeni, anche se questi dovrebbero coinvolgere più direttamente il Nordovest.
TENDENZA FINO AL 10 GENNAIO. Se la tendenza sarà confermata le precipitazioni si estenderebbero successivamente alle regioni tirreniche (lunedì 9), anche se indebolite dall'anticiclone, mentre il resto d'Italia rimarrebbe in condizioni più stabili e clima mite. Successivamente nuovi impulsi atlantici potrebbero puntare le latitudini europee centrali, con possibile coinvolgimento delle nostre regioni settentrionali, mentre sul Mediterraneo rimarrebbe ben saldo l'anticiclone. Si tratta comunque di una tendenza a lungo termine passibile di modifiche nei prossimi giorni, vista la distanza temporale. Vi consigliamo di seguire i prossimi aggiornamenti.