5 Febbraio 62: terremoto a Pompei (Campania). Danneggiate le città romane di Pompei ed Ercolano, nonché diversi monumenti di Neapolis (Napoli) fra cui il teatro romano.
24 Agosto 79: l'ormai ben noto terremoto con epicentro nell'area vesuviana, che causò successivamente l'eruzione catastrofica dello stesso vulcano. Sepolte le città di Pompei, Ercolano e Stabiae (Stabia). Migliaia le vittime.
305: epicentro probabilmente a Reggio Calabria; dopo questo terremoto vennero ricostruite le terme pubbliche e restaurato il vicino palazzo del tribunale.
21 Luglio 369: sisma a Benevento, dove andò distrutta la maggior parte degli edifici importanti dell'epoca. Morì la metà degli abitanti della città (migliaia).
374: rinvenimenti archeologici testimoniano che un violento terremoto seguito da un maremoto devastò le città di Messina e Reggio Calabria. Colpita anche la città di Tindari.
25 Ottobre 989 (o 990): epicentro tra Benevento e l'Irpinia, il terremoto distrusse interi villaggi e provocò numerosi morti.
1137: sisma a Catania, non se ne conosce l'entità, ma i morti furono oltre 15mila.
4 Febbraio 1169: terremoto (6.6 Richter) e maremoto devastano la Sicilia orientale, danneggiando in modo grave principalmente le città di Catania, Modica, Lentini e Piazza Armerina. Siracusa venne interessata soprattutto dagli effetti del maremoto. L'evento provocò danni anche a Messina. Circa 20mila i morti in totale.
1180: questo terremoto colpì l'Irpinia; secondo alcune fonti Ariano “fu inghiottito da una voragine” e Napoli restò in gran parte distrutta.
4 Settembre 1293: epicentro nel Sannio (Campania) di VIII-IX grado scala Mercalli. A Napoli venne gravemente danneggiata la Chiesa di Santa Maria Donnaregina.
1349: terremoto sull'Appennino centro-meridionale (VIII-IX Mercalli) con epicentro nella zona di Venafro (IS) che risultò distrutta. Danneggiata gravemente tutta l'area; a Napoli crolla la facciata della cattedrale.
5 Dicembre 1456: fortissimo terremoto, con epicentro nella zona di Benevento, magnitudo di 7.2 scala Richter. Il sisma interessò buona parte del Centro-Sud Italia. A Napoli crollò il campanile della chiesa di Santa Chiara, la chiesa di San Domenico Maggiore dovrà essere ricostruita, così come il Duomo e la cappella palatina di Santa Barbara in Castel Nuovo restaurati. A Teramo morirono più di 200 persone, Rivisondoli fu completamente rasa al suolo e l'insediamento di Roccapizzi (Abruzzo) dopo essere stato completamente raso al suolo venne abbandonato dagli abitanti, e mai più ricostruito. Le scosse si susseguirono distruttrici anche il 15 e 17 Dicembre. In tutto si contarono circa 30mila morti.
31 Luglio e 19 Agosto 1561: due violenti terremoti (X grado Mercalli) furono avvertiti in una vasta area tra le province di Salerno e Potenza. Vi furono gravi danni in molte località, con circa 500 morti.
1562: epicentro nell'area di Reggio Calabria, la forte scossa fece sprofondare Punta Calamizzi, l'antica foce del Calopinace, privando la città del suo porto naturale.
30 Luglio 1627: forte terremoto (XI scala Mercalli) tra Puglia e Campania. Rase al suolo le cittadine di San Severo, Torremaggiore e diversi centri limitrofi del Foggiano. La scossa provocò un maremoto sulle coste del Gargano, soprattutto presso il Lago di Lesina. Persero la vita oltre 4500 persone.
8 Giugno 1634: terremoto in Calabria, molte abitazioni e chiese distrutte. Dieci le vittime.
10 Novembre 1634: scossa di 5.3 gradi scala Richter con epicentro a Matera; la frazione di Timmari venne completamente inghiottita dal sisma.
27 Marzo 1638: forte sisma in Calabria (7.0 scala Richter), colpì un'area molto vasta compresa tra la costa tirrenica, la Valle del Crati, la Valle del Savuto, il Lametino e le Serre occidentali. Distrutti oltre 100 centri abitati; oltre 10mila le vittime.
8 Giugno 1638: scossa 6.6 scala Richter con epicentro nel Crotonese. Il terremoto colpì in particolare le località del Marchesato e le pendici orientali della Sila. Furono distrutti sei paesi con danni gravissimi in altri quindici. Produsse alterazioni geologiche ancora visibili in Sila. Oltre 1000 i morti.
6 Novembre 1659: ancora una volta la Calabria (IX-X Mercalli), con epicentro tra Sant'Eufemia e Squillace. Circa 2000 le vittime.
5 Giugno 1688: un immane terremoto (XI Mercalli) con epicentro nel Sannio rase quasi al suolo la città di Benevento. Gravissimi danni subì anche Napoli; qualcuno anche a L'Aquila e nel Molise. I morti ammontarono a 2115.
6 Maggio 1689: terremoto in Irpinia, con danni e vittime.
11 Gennaio 1693: il sisma più potente mai registrato in Italia (7.4 scala Richter), con epicentro in Val di Noto (Siracusa), provocò la distruzione totale di oltre 45 centri abitati tra Sicilia orientale e Calabria. Fu seguito da un maremoto; i morti furono circa 60mila.
8 Settembre 1694: forte terremoto tra Irpinia e Basilicata (6.9 Richter). Calitri fu il paese irpino più colpito (311 vittime). Danni anche a Cava de' Tirreni e Benevento. Circa 6000 i morti.
14 Marzo 1702: epicentro nel Beneventano (IX-X Mercalli), il sisma provocò alcuni danni fino a Napoli ed in Irpinia, oltre che la morte di circa 400 persone.
1° Settembre 1726: terremoto a Palermo (6 gradi scala Richter), con gravi danni in tutta la città. Crollarono interamente alcuni quartieri e tutti gli edifici subirono lesioni più o meno gravi. Alcuni leggeri danni anche a Trapani; 250 in totale le vittime.
20 Marzo 1731: sciame sismico (6.3 scala Richter) distrusse quasi totalmente la città di Foggia e molti altri paesi del Foggiano, oltre che la parte settentrionale della provincia di Bari (Barletta, Canosa di Puglia e Molfetta). Oltre 2000 morti.
29 Novembre 1732: un terremoto di intensità tra X-XI grado scala Mercalli colpì un'area che andava da Napoli a Melfi, con effetti maggiormente disastrosi in Irpinia. Circa 20 comuni furono interamente distrutti; effetti distruttivi coinvolsero altri 67 paesi. Forti scosse si registrarono anche l'anno seguente. Quasi 2000 le vittime.
20 Febbraio 1743: sisma a Nardò e Francavilla Fontana (Salento) del IX grado Mercalli, distrusse in buona parte le due città. Solo a Nardò si contarono 112 vittime.
5 Febbraio 1783: nuovo forte terremoto tra Calabria e Sicilia (6.9 scala Richter). Durò ben due minuti e distrusse o danneggiò gravemente gli edifici di Messina, Reggio Calabria e di centinaia di paesi situati nell'area dello Stretto. Circa 50mila morti.
26 Luglio 1805: sisma alle ore 22 (6.5 gradi scala Richter), con epicentro tra Campania e Molise. A Napoli, grazie alla sopraelevazione dell'edificio del Real Museo Borbonico, il gran salone resse durante il terremoto. A Campobasso si ebbero gravi perdite umane e materiali, fra cui il duecentesco convento dei Celestini. Le vittime salirono a 5573.
20 Febbraio 1818: terremoto a Catania (6.2 scala Richter), con epicentro a Zafferana Etnea. In totale vi furono 34 vittime, di cui ben 29 rimasero sepolte dalle macerie della Chiesa Madre.
5 Marzo 1823: sisma nel Palermitano (VIII-IX Mercalli), provocò 20 morti. Lesioni gravi e crolli si ebbero nei comuni della costa tirrenica della Sicilia tra Palermo e Patti. Danni più gravi si ebbero a Naso, Palermo, Ciminna e Godrano. La scossa venne avvertita in tutta l'Isola.
1° Febbraio 1826: colpita la Basilicata, questo terremoto (IX Mercalli) colpì gravemente Melfi, Potenza, Tito e Satriano. Molti furono i danni e tanti i morti, dei quali non se ne conosce il numero esatto.
1832: terremoto del X grado Mercalli nel Crotonese. Più di 200 i morti.
12 Ottobre 1835: scossa nel Cosentino, con molti danni in gran parte della provincia. Oltre 240 feriti e 115 morti.
25 Aprile 1836: nuovo terremoto in Calabria a distanza di pochi mesi. Colpì soprattutto Rossano, dove gran parte dell'abitato andò distrutto. Oltre 200 vittime.
14 Agosto 1851: sisma del X grado Mercalli in Basilicata, con maggiori effetti nella zona del Vulture. Praticamente distrutte Barile e Melfi; 1000 circa i morti.
12 Febbraio 1854: terremoto nel Cosentino (5.6 Richter); provocò circa 500 morti.
16 Dicembre 1857: forte scossa (6.9 Richter) tra Lucania e Campania. Nell'abitato di Montemurro oltre 3000 furono le vittime, su una popolazione di 7500 abitanti. Tutti i comuni della provincia di Salerno e Potenza vennero quasi completamente rasi al suolo. Fu avvertito fino a Terracina. Circa 12mila vittime.
18 Luglio 1865: sisma a Macchia di Giarre (CT), con 64 morti, 47 feriti e circa 150 edifici distrutti.
4 Ottobre 1870: terremoto in Calabria, con epicentro nell'area centrale della Regione, oltre 500 morti.
28 Luglio 1883: un terribile sisma (5.8 Richter) distrusse gran parte della cittadina termale di Casamicciola (Isola d'Ischia). I feriti furono 762, mentre i morti salirono a 2313. Per la sua violenza e drammaticità, il terremoto entrò in locuzioni come “Qui succede Casamicciola”, per dire che succede un putiferio.
8 Agosto 1894: terremoto lungo il versante orientale dell'Etna. Colpì un'area alquanto ristretta, ma con gravi danni ad Acireale, Santa Venerina e Zafferana Etnea; 15 morti.
16 Novembre 1894: un violento sisma sullo stretto di Messina, con epicentro a Palmi (RC), causò 8 morti, 300 feriti e centinaia di senzatetto nella provincia di Reggio Calabria.
8 Settembre 1905: epicentro nel golfo di Sant'Eufemia (7.0 gradi Richter), provocò gravi danni a Lamezia Terme ed ai centri abitati circostanti, dove si contarono fino a 557 vittime.
23 Ottobre 1907: terremoto nel Sud della Calabria (5.9 Richter), colpì soprattutto la città di Canolo (RC), con danni e vittime (167).
28 Dicembre 1908: si ebbe la più grave sciagura naturale in Europa, per numero di vittime, a memoria d'uomo. Un terremoto di 30 secondi (7.2 scala Richter) e soprattutto l'onda di maremoto successiva, rasero al suolo le città di Reggio Calabria e Messina, oltre che tutti i villaggi nell'area circostante. Circa 120mila vittime.
7 Giugno 1910: epicentro a Calitri (5.9 Richter) il sisma interessò l'Irpinia e la Basilicata. Furono 53 i comuni interessati, di cui 41 in provincia di Avellino e 12 in provincia di Potenza. Circa 40-50 morti.
15 Ottobre 1911: sisma a Giarre (5.3 Richter), nell'area etnea, dove si registrarono i maggiori danni e vi furono 13 vittime.
8 Maggio 1914: scossa molto violenta (5.3 Richter) distrusse quasi interamente il paese di Linera (Sicilia). Furono direttamente interessate Santa Venerina, Zafferana Etnea ed Acireale; 70 circa i morti.
24 Novembre 1918: nuova scossa a Giarre (CT) di 4.3 gradi scala Richter, provocò la morte di 100 persone.
23 Luglio 1930: forte terremoto nel Vulture (6.7 Richter) colpì Campania, Basilicata e Puglia. I comuni più colpiti, dove crollò il 70% degli edifici, furono Aquilonia e Lacedonia. Le vittime furono 1404.
15 Gennaio 1940: epicentro a Palermo (VIII Mercalli), furono danneggiate le vecchie costruzioni del centro storico. Feriti circa 50, un morto.
19 Marzo 1952: scossa a Linera (CT) alle ore 8.13 (5.9 scala Richter). Diversi i danni agli edifici; 2 le vittime.
21 Agosto 1962: sisma ad Ariano Irpino (6.2 gradi scala Richter); provocò 17 morti.
31 Ottobre 1967: scossa 5.9 scala Richter a Mistretta (ME); devastazioni e feriti in città, crollano antiche chiese ed edifici storici.
15 Gennaio 1968: terremoto del Belice (Sicilia occidentale), di 6.4 gradi scala Richter. Causò gravi danni in diversi paesi del Trapanese e dell'Agrigentino, tra cui Gibellina, Salaparuta, Poggioreale, Salemi, Partanna, Montevago, Santa Margherita di Belice e Menfi. Le vittime furono 370.
16 Gennaio 1975: sisma nello Stretto di Messina (4.7 Richter) alle ore 9.45; si trattò del sisma più forte avvenuto in quell'area dopo quello devastante del 1908.
15 Aprile 1978: forte terremoto alle ore 23.33 nel Messinese (Golfo di Patti - 6.1 Richter). Provocò ingenti danni e feriti a Patti e nei comuni limitrofi. Qualche crollo anche nei comuni della Riviera ionica messinese. Molte persone furono colte da malore; f
ortunatamente nessun morto.
23 Novembre 1980: Il più terribile terremoto in Italia, dopo la Seconda Guerra Mondiale, con epicentro in Irpinia. Con una magnitudo di 6.9 Richter, furono devastate diverse zone tra la Campania e la Basilicata, con danni ingentissimi, soprattutto nell'area del Vulture. Vennero distrutti numerosi paesi. A Napoli, nel quartiere di Poggioreale, crollò un palazzo di diversi piani, provocando 52 morti. Danni ingenti nelle province di Avellino, Salerno, Benevento, Matera e Potenza. In totale vi furono circa 8000 feriti, 2914 morti, oltre 250mila senzatetto.
19 Ottobre 1984: epicentro a Zafferana Etnea (CT); centinaia di sfollati, ingenti danni al Palazzo Municipale ed alla Chiesa Madre, un morto.
5 Maggio 1990: terremoto in Basilicata (VII-VIII), con epicentro sul comparto meridionale della Regione. Danni e 4 vittime.
13 Dicembre 1990: sisma nella Sicilia sudorientale (5.1 scala Richter), con gravi danni ad Augusta e Carlentini. Molti danni anche nell'area della Val di Noto. Centinaia i feriti e 15mila i senzatetto; le vittime furono 17.
31 Ottobre 2002: il terremoto di San Giuliano di Puglia (CB), di 5.4 gradi della scala Richter. Crollò una scuola, dove morirono 27 bambini ed una maestra. Danneggiati diversi comuni del Molise e della provincia di Foggia. In totale le vittime furono 30.
26 Ottobre 2006: sisma nelle Isole Lipari (5.6 scala Richter), con epicentro al largo di Stromboli. Si registrò un successivo piccolo tsunami sulle coste dell'Isola.
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