A quanto pare la Terra non è l'unico pianeta del sistema solare in cui si forma la neve, uno studio francese ha identificato un fenomeno analogo su Marte. "Ma non riusciremmo a farci un pupazzo" spiega Aymeric Spica, il ricercatore dell'università di Parigi che ha studiato la neve marziana e ha descritto il fenomeno su Nature Geoscience. Non ci sono dei veri e propri accumuli come sulla Terra, il suolo rossastro del pianeta a stento si imperla, si tratta infatti di una neve microscopica in cui i fiocchi sono della dimensione di 3-4 micrometri, un quindicesimo di un capello per capirci.
Ma come avviene il fenomeno? Per prima cosa va detto che nella regione polare di Marte e non soltanto, esistono effettivamente delle nuvole, avvistate e fotografate da Opportunity e confermate nel 2014 dalla sonda Curiosity. Si tratta di nubi composte da cristalli di ghiaccio o di acqua sopraffusa, Di notte quando il sole tramonta, la temperatura precipita velocemente e queste nubi si raffreddano anche di 4° all'ora. Quelle pochissime particelle di acqua presenti congelano e diventano microscopici fiocchi di neve.
La cosa interessante è che non si tratta di nevicate deboli ma di vere e proprie tempeste. Il raffreddamento delle nubi innesca infatti un moto verticale di correnti dirette verso la superficie che è ancora calda con una velocità di una decina di metri al secondo, una turbolenza tutt'altro che "gentile" considerate le condizioni rarefatte dell'atmosfera marziana. I piccoli fiocchi si muovono cosi verso il basso percorrendo qualche chilometro ma difficilmente riescono ad arrivare a terra, più spesso invece sublimano. Solo nubi molto basse riescono a imperlare la superficie. Il prossimo passo sarà cercare di fotografare il fenomeno, impresa che si annuncia piuttosto ardua!
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