Redazione 3BMeteo
19 giugno 2017
ore 13:38
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 Per tutti
Giuliano Pugolotti durante una maratona nel deserto
Giuliano Pugolotti durante una maratona nel deserto
Sull'Italia sta per arrivare un'ondata di caldo africano che si preannuncia piuttosto tosta e che potrà mettere a dura prova il nostro organismo. Abbiamo chiesto a chi del "caldo" ha fatto una sua passione e riesce, non solo a conviverci, ma addiruttura a correre maratone e gare estreme. Giuliano Pugolotti si definisce un world desert runner e dal 2005 partecipa a corse nei deserti di tutto il mondo in condizioni proibitive! Ecco alcuni suoi consigli per convivere con il caldo africano, non solo per gli atleti.

"Si sente spesso parlare di caldo africano. Io ho attraversato 15 volte i deserti della Terra, soprattutto il Sahara nelle varie aree lo conosco bene per averci corso diverse gare. Dall’Akakus in Libia all’Hoggar in Algeria, passando per il Marocco. E come dimenticare il caldo del White Desert in Egitto, attraverso il miraggio dell’oasi di Farafra.
Lungo questi anni di corse ho imparato che il corpo umano è una macchina incredibile che nella vita di tutti i giorni sottovalutiamo. E' vero un atleta ha un’attenzione particolare, ma anche per chi non si allena tutti i giorni, il fisico può davvero tanto. Una delle cose più evidenti è l’adattamento.
Ho corso per 250km all’interno del Sahara con temperature che nelle ore centrali raggiungono e superano i 50 gradi, con punte nelle zone dove non c’è ventilazione ancora più alte. Ebbene il fisico riesce ad adattarsi superando con pochi accorgimenti questi picchi di calore. Non è un miracolo e la natura ci ha dotati di grandissime risorse.

L’ADATTAMENTO
Il condizionatore è ormai indispensabile ovunque ma questo elemento fa sì che il nostro fisico non capisca mai dov’è , percependo caldo e umidità in modo incostante. Quindi fatica ad adattarsi. Nel deserto dopo due giorni non hai più nessuna difficoltà perché avviene l’adattamento a temperatura ed umidità. Quindi per sopportare più facilmente il caldo è importante evitare gli sbalzi forti. Il fisico si adatta ma se non sa a quale parametro, fresco, freddo, caldo, come possiamo pretendere che ci aiuti? Basta quindi rendere più graduati gli sbalzi di temperatura e il caldo sembra meno forte e più sopportabile.

L’ALIMENTAZIONE
Il clima richiede un’alimentazione appropriata. Nel deserto si beve moltissimo soprattutto quando non si ha sete. Bisogna anticipare l’idratazione introducendo una maggiore quantità di sale che aiuta a trattenere i liquidi. Nelle corse utilizzo normalmente sale da cucina in quantità superiori a quello che sono normalmente abituato a casa.. Mangio normalmente frutta in grande quantità e verdura. Questi elementi contengono la maggior parte dei sali minerali e vitamine di cui abbiamo necessità. Se cambia il clima è importante adattare anche l’alimentazione per permettere al nostro organismo di adattarsi meglio.

LA MENTE
La calma è il miglior alleato nel caldo, e aiuta a superare con maggior facilità il senso di disagio. Quando attraverso il Sahara nelle punte di massimo calore dell’aria e della sabbia penso a tutti i disagi che ho avuto nell’Artico. Penso al freddo più estremo e riesco ad apprezzare con maggiore facilità il super caldo. Altro cosa che mi aiuta tantissimo è l’accettare in modo positivo il caldo vivendolo come normalità, senza combatterlo. Insomma l’accettare una cosa normale della natura fa si che tutto sia più facile da vivere e da superare. Siamo programmati dalla natura per questo. La nostra macchina, ha già tutto ciò di cui abbiamo bisogno basta solo accettare con semplicità quello che il clima di offre. Se è possibile farlo nel Sahara dove praticamente non c’è vita, nelle nostre città dove abbiamo tutto è ancora più semplice.

L’ABBIGLIAMENTO
L’abbigliamento offre un notevole supporto. Ci sono tessuti che favoriscono la traspirazione e permettono di alleviare il senso di calore. Basta poco anche nella vita di tutti i giorni per cambiare in modo semplice l’abbigliamento in funzione di una maggiore attenzione ai materiali degli abiti che si indossano.
Non c’è una sola cosa che cambia l’approccio al caldo, ma sono tante piccole attenzioni che unite fanno veramente la differenza. In fondo il nostro fisico non ci chiede chissà che cosa, perché il senso di disagio è determinato principalmente dalla volontà di non cambiare le proprie abitudini e l’approccio al cambiamento. Il caldo è una stagione e va vissuta in modo positivo! "

Giuliano Pugolotti -  http://www.giulianopugolotti.com
Corsa nel deserto
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Il White Desert in versione pre-serale
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