30 ottobre 2018
ore 20:00
di Carlo Migliore
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 Per tutti

Aggiornamento ore 18.00 - Ancora brutte notizie sul fronte del maltempo che nella giornata di lunedì e nell'arco della notte appena trascorsa ha colpito l'Italia da Nord a Sud. Il numero delle vittime è salito a 12. Si aggiungono alla tragica lista un 63enne scaraventato dal vento sugli scogli a Rimini, un 61enne ritrovato in un torrente nel Bellunese, un pescatore rinvenuto nel lago di Levico in Trentino, un velista travolto dalle onde a Catanzaro e una donna ritrovata senza vita a Dimaro dove l'esondazione del torrente Meladrio ha causato una gigantesca colata di fango che ha travolto alcune case e diviso in due il paese (qui l'approfondimento) Continua a leggere....

Ore 8.00 - La giornata di lunedì 29 ottobre 2018 resterà negli annali della meteorologia come il giorno in cui la furia di un ciclone si abbatté sull'Italia. Un'evoluzione davvero atipica che i modelli meteorologici hanno stentato a riconoscere se non nelle immediate 24-48 ore precedenti agli eventi. Di fatto le condizioni che si sono verificate da Nord a Sud hanno avuto dell'incredibile e soprattutto per quanto riguarda i venti hanno segnato diversi record assoluti. Possiamo affermare senza timore di essere smentiti o di aver fatto sensazionalismo che gli effetti sul territorio sono stati pari a quelli di un uragano tropicale di categoria 2.

La storia d'Italia è piena di eventi tracici legati alle piogge, numerose le alluvioni anche recenti come quella di Livorno del Settembre 2017 o quella della Sardegna del Novembre 2016 ma le alluvioni sono un fenomeno abbastanza localizzato e vengono ricordate col nome delle città che colpiscono. Come definire invece l'evento che ha colpito l'Italia intera nella giornata di lunedì.  Il ciclone del 29 Ottobre sembra il termine più appropriato. Un ciclone tropicale ha due caratteristiche, i fortissimi venti e le piogge alluvionali che lo accompagnano, nessuna delle due è mancata!

Partiamo dai venti distruttivi che sono stati responsabili di 7 vittime, 3 nel Lazio, 1 in Liguria, 2 nel Veneto e 1 in Campania. Venti che come dicevamo hanno soffiato con la forza di un uragano di categoria 2. Lo scirocco ha dominato l'Italia con raffiche che hanno superato i 150km/h. Venti al suolo, lungo le coste e non già alle alte quote alpine dove è più normale che vi siano. In Liguria l'anemometro di Marina di Loano ha registrato una punta di 180km/h mentre a Follonica in Toscana è stata rilevata una raffica di 171 km/h, sono record assoluti. Ma d'altra parte per rendersi conto dell'eccezionalità basta andare a guardare gli alberi abbattuti da Nord a Sud. Oltre 3500 chiamate ai vigili del fuoco per rami o alberi spezzati e purtroppo 6 delle 7 vittime sono state tutte causate dalla caduta di alberi o rami sulle automobili.

I venti tempestosi hanno reso i mari grossi o molto grossi con criticità in tutti i principali porti. Le mareggiate hanno invaso ristoranti, edifici, linee ferroviarie come a Genova e costretto alla chiusura dei collegamenti con le isole Maggiori e degli arcipelaghi. Qui di seguito la situazione a Rapallo, dopo la mareggiata distruttiva che nella sera-notte su martedì ha spazzato via barche e yacht

La mareggiata che ha colpito la costa tirrenica non aveva simili precedenti dal lontano 1987. Il flusso di scirocco lungo l'Adriatico ha sollevato il livello marino sulla Laguna di Venezia fino a 156cm, la quarta acqua alta più grande della storia da quando sono cominciati i rilevamenti nel 1923. A scopo precauzionale è stata evacuata persino piazza San Marco

In molti casi i venti si sono associati alle piogge, intense, alluvionali che hanno imperversato soprattutto sulle regioni settentrionali ma non solo. Nell'arco di due giorni tra domenica e lunedì gli accumuli raggiunti sulle zone alpine e prealpine di Lombardia e Veneto hanno superato talora i 400-450mm, Nel Bellunese persino i 500mm. Proprio nel Bellunese la situazione è particolarmente critica a causa degli smottamenti, nottata al buio per 110mila persone rimaste senza corrente. Stessa situazione per 40mila persone in Toscana. In Friuli è crollato un ponte sul torrente Degano, lungo la SS 465. Ci sono poi le piene dei fiumi Adige, Piave, Tagliamento, Brenta, Isonzo oltre a quelle del Brembo, Avisio, Brenta e Levico.  Il Piave ha raggiunto i 9.44metri a Ponte di Piave ed è secondo solo al 1966. 

Nelle città oltre ai disastri per i forti venti, la pioggia ha causato le solite criticità, strade chiuse, sottopassi allagati, scantinati e primi piani invasi dalle Acque e questo non solo al Nord ma anche sul resto d'Italia Soprattutto lungo il Tirreno e  localmente anche sull'Adriatico come in provincia di Foggia. L'enorme quantità di pioggia caduta in pianura è stata neve sulle Alpi alle quote più elevate, fino a 2 metro di neve fresca.

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