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E se un fulmine colpisse un aeroplano in volo?

Pubblicato da
in data
17/11/2017 - 09:26
56 sec. di lettura
Livello - Per tutti
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Da sempre i temporali e i fenomeni ad essi associati, in particolare i fulmini, rappresentano un rischio per il traffico aereo. I radar di bordo e le informazioni a disposizione dei controllori di volo aiutano la navigazione in aree interessate da perturbazioni meteorologiche, ma non sempre si riesce ad evitare che gli aerei seguano rotte troppo vicine a fenomeni insidiosi.
I fulmini colpiscono regolarmente ogni aeroplano, secondo le statistiche una volta l’anno oppure ogni 1000 ore di volo. Ma raramente causano incidenti. Il motivo principale è che gli aeroplani hanno una struttura metallica, cioè conduttrice di elettricità: la corrente scorre sulla superficie della fusoliera e non raggiunge l’interno, proseguendo la sua corsa nel vuoto (principio della gabbia di Faraday). Tuttavia ciò non basta a offrire assoluta sicurezza ai passeggeri dei voli.
Nel lontano 1962, un fulmine colpì un Boeing 707, incendiando il serbatoio del kerosene e causando la morte di 81 passeggeri. Fortunatamente le moderne tecnologie adottate sui velivoli degli Usa ed europei, hanno ridotto drasticamente il rischio di incidenti.
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